‘E’ UN REGIME.
NON VOTERO’ PIU’ FORZA ITALIA’

27 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Paolo Bonolis e un altro “Basta”, ma questa volta non è un gioco. Non voterà più Forza Italia, ha la sensazione di vivere in un regime, ha chiesto, ma sempre invano, di poter ospitare Enzo Biagi a Domenica In. L’affondo del conduttore parte dalle pagine del settimanale L’Espresso, dove parla di politica, guerra, Rai e Mediaset, televisione e satira, “che non è mai sbagliata” dice, con riferimento al caso Guzzanti. E se è legittimo, per il potere, difendersi dalle aggresioni esterne, “questo – dice Bonolis – sta esagerando”.

Il conduttore racconta all’Espresso di aver chiesto, fin dalla prima puntata di Domenica In, di poter intervistare Enzo Biagi. “L’ha visto lei? Manco io. Nessuno mi ha risposto, né sì, né no”. “Il progetto – ha spiegato – ha fatto puff: si è come evaporato, dissolto”.
Ed aggiunge di avere la sensazione (“Sì, io la sento”) che in Italia ci sia un regime.

Aperto il capitolo censura, il conduttore commenta anche la vicenda RaiOt. “Non ho visto il programma, ho saputo che la Guzzanti ha affiancato, alla satira, dei capi d’accusa al presidente del Consiglio. La satira non è mai sbagliata. Non so se per un comico ha senso lanciare strali estrapolati da essa”. “Da sempre – continua Bonolis – ogni potere cerca di proteggersi dalle aggressioni esterne, ma questo sta esagerando. Forse perché avverte le difficoltà, non si sente un organismo sano e quindi prende della cautele eccessive”.

Conclusione: “Alle ultime elezioni ho votato Forza Italia, al prossimo giro non la voto più”. E a proposito di politica, visto che è rimasto senza la storica spalla, Luca Laurenti, “Umberto Bossi potrebbe essere in gamba nel far ridere – dice il conduttore – ma anche Buttiglione ha il phisyque du role, mi ricorda Louis de Funes”.
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Fermamente intenzionato a “mantenere la finestra sul
dissenso e sul disagio” nel “Basta” della sua Domenica in, Bonolis confessa anche i cambiamenti dovuti alle sue vicende personali, il ritorno ai “valori fondamentali”, la voglia di “dare delle risposte alle domande”. Per esempio, questa. “Saddam Hussein sarà brutto, cattivo e fijo de mignotta, ma spiegatemi bene: siamo in guerra perchè lui è un dittatore sanguinario, o perché il suo Paese controlla risorse economiche importanti? E poi: perché non gliene frega a nessuno dei milioni di persone che vengono trucidati dai colleghi africani e coreani di Saddam?”.

Quanto al successo di Affari tuoi, la striscia serale in onda su RaiUno (con punte di oltre 11 milioni di spettatori, clamorosa batosta per Striscia la notizia) secondo Bonolis, si spiega perché “probabilmente nessuno aveva tentato sul serio di contrastare il monopolio di Striscia, dovuto non solo alla straordinaria qualità della trasmissione, ma anche al suo strategico posizionamento orario. Ricci? E’ difficile accettare che il consenso si diradi. Ricci non se l’aspettava. Non aveva sviluppato gli anticorpi per un’eventualità del genere, ha vacillato. Succede, è umano”.

Una bacchettata anche a Maurizio Costanzo, e alle critiche mosse a Domenica In per essere andata in onda nel giorno della commemorazione dei caduti di Nassiriya: “Dichiarazioni avventate, sbagliate visto che parlavamo di cancro con Umberto Veronesi e avevamo dedicato un saluto alle vittime e ai familiari della strage in Iraq. Non si è scusato. A volte Maurizio dice cose perché le pensa, altre perché gli occorrono”.

E la sfida Mediaset-Rai? “Rispetto alla sua natura di televisione commerciale, Mediaset è diventata paludata e non tiene conto che il tempo passa. La Rai ha sudditanza nei confronti del potere. Il conflitto di interessi – conclude Bonolis – è sotto gli occhi di tutti. Ma il suo direttore generale sta dimostrando di saper dare un colpo al cerchio e uno alla botte”.

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