E Tremonti dice: in questa crisi è come essere in un videogioco

26 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

‘Siamo a un tornante della Storia, non siamo in una congiuntura economica’. Cosi’ il ministro Tremonti, parlando al forum dell’Ocse.

‘L’intensita’ dei fenomeni che vediamo – ha aggiunto – e’ storica e sta modificando la predisposizione dell’esistenza, dell’economia e della politica’. La crisi – ha poi dichiarato – ‘e’ come essere in un videogioco. Arriva un mostro, lo sconfiggi, e quando stai gioendo per il successo ne arriva subito un altro’.

Il nostro tempo e’ marcato da due parole, ‘globalizzazione’ e ‘crisi’, ha affermato il ministro dell’Economia. ‘Per 10 anni abbiamo vissuto nell’utopia della globalizzazione, dell’eta’ dell’oro e ora terminiamo questo decennio con la crisi’, un termine che ‘puo’ essere negativo, ma anche positivo. Dipende da noi’.

Secondo Tremonti, il futuro dopo la crisi deve essere costruito su due pilastri, quello ‘tecnico’ e tecnologico, ma anche quello ‘giuridico’. ‘I grandi cicli dell’economia – ha spiegato – sono sempre stati legati alla tecnologia, dalla macchina a vapore al motore a scoppio, dai computer all’intelligenza artificiale’. Ma i passi avanti della tecnologia, ha proseguito, non bastano se non vengono corretti gli ‘squilibri’ in termini di regole.

Intanto, l’Ocse ha spronato l’Italia a approvare la manovra correttiva dei conti pubblici, in assenza della quale non si riuscirà a ridurre consistentemente il deficit di bilancio, che resterebbe al 5 per cento del Pil il prossimo anno.

Nella scheda dedicata alla penisola del suo ultimo Economic Outlook, l’ente parigino ha affermato che nel 2009 l’Italia è riuscita a contenere l’aumento del deficit ai livelli prefissati, garantendosi così fiducia dei mercati e limitando l’impatto della crisi della Grecia sui rendimenti dei sui titoli di Stato.

Ma ora “è necessario perseguire una sostanziale stretta di bilancio sul 2011, come annunciato dal governo, che richiederà un forte livello di riduzione delle spese. Bisognerebbe evitare misure una tantum e prestare attenzione al miglioramento dell’efficienza”.

Sul conti pubblici italiani, l’Ocse stima ora un deficit di bilancio che dal 5,2 per cento del Pil nel 2009, a politiche invariate resterà allo stesso livello quest’anno e calerà solo lievemente, al 5 per cento nel 2011.

Stime, precisa l’Ocse, che appunto non prendono in considerazione le misure supplementari sul 2011, che devono essere ancora approvate a livello parlamentare.

A politiche invariate l’aumento delle spese dovrebbe essere contenuto, ma anche le entrate fiscali saranno deboli. “Centrare gli obiettivi di riduzione del deficit previsti nel programma di stabilità con l’Ue aggiornato richiede tagli alla spesa più ambiziosi – dice l’Ocse -. In più, sarebbe saggio fare previsioni prudenti sull’andamento del gettito fiscale.”.

Questo, tenendo presente che l’Italia si è tenuta al riparo dalla crisi in Grecia proprio grazie al controllo del bilancio, secondo l’Ocse. “Finora i problemi sul debito greco hanno causato pochi effetti sui tassi di interesse dei titoli di Stato italiani, anche se il divario di rendimento dei bond italiani rispetto a quelli della Germania è in qualche misura salito nel primo trimestre”.

Questi limitati aumenti dei rendimenti “sono “in parte legati al fatto che il deficit di bilancio primario è stato basso, in linea con i livelli previsti”. Inoltre i dati sull’emissione di bond fino ad aprile sono “significativamente inferiori” rispetto a un anno prima; e la gestione del debito si è rimodulata verso scadenze più lunghe. Infine in Italia “il debito del settore privato è relativamente basso”, sottolinea l’Ocse.

Parlando dei fondamentali dell’economia italiana, l’Ocse ha affermato che nell’insieme quest’anno si profila una ripresa economica “moderata” e un “piccolo rafforzamento” nel 2011, secondo l’Ocse che prevede un incremento del Pil dell’1,1 per cento sul 2010, e dell’1,5 il prossimo anno.

Le stime sono così confermate rispetto a quelle di sei mesi fa, laddove per l’insieme dell’area Ocse sono state riviste in meglio: più 2,7 per cento sul 2010 e più 2,8 per cento nel 2011, a fronte dei più 1,9 e più 2,5 per cento previsti sei mesi fa.

“La ripresa prevista è debole, ma ampiamente in linea con le performance di crescita registrate nel decennio che ha preceduto la recessione”, ha spiegato l’organizzazione nella scheda dedicata all’Italia.

Se un migliorameto del quadro “appare assicurato”, restano però incognite sul vigore del recupero. L’Ocse non esclude una accelerazione superiore al previsto in Italia del Pil, anche alla luce dei forti dati sul primo trimestre, che tuttavia in parte riflettono fattori ciclici come l’andamento delle scorte nelle imprese.

L’accelerazione è possibile nell’ipotesi di “ingressi con successo in nuovi mercati da parte degli esportatori italiani, che rallentassero o invertissero la perdita di quote” commerciali mondiali. Ma all’opposto “rinnovati pessimismi di imprese e famiglie potrebbero rendere questo scenario” eccessivamente sbilanciato al rialzo.

Sul versante positivo l’Ocse rileva un aumento della disoccupazione “limitato” nel bel Paese, grazie “alle politiche governative” e in particolare ai sistemi di cassa integrazione, la cui estensione ai precari “ha consentito di salvare 300.000 posti di lavoro”, l’1 per cento circa della forza totale.

La disoccupazione dovrebbe tuttavia continuare a crescere leggermente anche nel prossimo ano, dal 7,8 per cento del 2009 all’8,7 per cento nel 2010 e all’8,8 per cento nel 2011. Quantomeno l’inflazione si manterrà su livelli contenuti, più 1,2 per cento nel 2010 e più 1 per cento nel 2011, secondo l’Ocse.