E’ tempo di previsioni: i 10 mega trend del MMXI

31 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

“Le scienza del fare previsioni e’ una contriddizione: Ci sono cosi tante potenziali variabili che possono verificarsi contemporaneamente in modi cosi’ diversi che e’ davvero difficile identificare un tema su si puo’ essere davvero di sicuri”. Questa dichiarazione, rilasciata a Reuters da Nigel Inkster, ex dipendente dell’intelligence inglese e ora intento ad analizzare i rischi politici per l’International Institute for Strategic Studies a Londra, potrebbe sminuire qualsiasi tentativo di guardare nella sfera di cristallo per vedere cosa accadra’ l’anno prossimo.

Nel suo outlook 2010 la stessa Reuters ci aveva preso, anticipando quella che sarebbe diventata la crisi del debito in Europa. Ecco quello per l’anno nuovo ormai alle porte.

1) Washington vs Pechino.

Le frizioni tra Usa e Cina sono state un “rischio globale” nell’ultimo biennio e non sembrano destinate a finire. Tensioni commerciali, guerra tra valute, spari nel mare del sud della Cina e divergenza diplomatica riguardo alla Corea del Nord e l’Iran sono gia’ temi all’ordine del giorno ma le difficili relazioni tra la prima e la seconda economia al mondo sono determinate da molti altri fattori. Secondo l’Economist, si e’ entrati in un’era di “strategica sfiducia”. Meglio monitorare il linguaggio del presidente Hu Jinntao in visita il 19 gennaio in Usa per capire i toni del resto dell’anno.

2) I paesi dagli uomini anziani.

Monitorare i paesi retti da governatori su di eta’ e senza un piano di successione: sono attesi disordini. In Egitto Mubarak, 82 anni, ha problemi di salute. Il figlio attende al suo fianco ma non e’ detto che gli succeda. In Arabia Saudita la gerontocrazia potrebbe essere messa alla prova con la morte del re Abdullah: ne seguirebbero problemi per la definizione della politica estera e petrolifera, che potrebbero essere condizionate dal ministro dell’Interno conservatore, il principe Nayef qualora dovesse salire al trono. Anche l’Iran potrebbe essere scosso da quello che WikiLeaks ha riferito essere un tumore allo stadio terminale dell’Ayatollah Ali Khamenei. C’e’ poi la Thailandia dove l’83enne re Bhumibol Adulyadej e’ ossequiato dai suoi cittadini ma non sembra che suo figlio possa contare sul medesimo appoggio. C’e’ da chiedersi se ci sara’ un ritorno massiccio delle camicie rosse e delle sommosse osservate lo scorso maggio a Bangkok.

3) La questione israeliana.

Che probabilita’ ci sono di vedere i militari israeliani scendere in campo contro le infrastrutture nucleari iraniane allo scopo di rallentare i progressi di Tehran riguardanti proprio la sua capacita’ d’armamento atomico? Potrebbe essere da 0 a 100%. Quello che puo’ essere detto con certezza e’ che l’impatto economico di una simile azione israeliana potrebbe essere inizialmente enorme, il che significa che questo rischio non puo’ essere ignorato. Il punto e’ che non puo’ nemmeno essere misurato. In Medio Oriente, riporta Reuters citando esperti del settore, difficilmente ci sara’ il ritorno a una violenta Intifada alla luce della fine delle contrattazioni di pace israelo-palestinesi. Monitorare anche lo Yemen, dopo avere trasportato bombe via aerei entro i confini dell’Arabia Saudita e degli Stati Uniti.

4) E’ l’economia, bellezza.

La gestione delle economie occidentali sara’ sempre piu’ sfidante alla luce di crescita al rallentatore, alti livelli di debito e misure di austerita’ all’ordine del giorno. I politici sanno bene che e’ difficile fare la cosa giusta e essere rieletti. E’ questione di tempistica. La coalizione inglese al governo sta giocando una lunga partita sapendo di imporre ora costi mal visti ma senza doversi preoccupare delle urne fino al 2015. I colleghi irlandesi non sono cosi’ fortunati con nuove elezioni in vista. Anche l’Italia affossata dal suo debito, ricorda Reuters, rischia elezioni anticipate. In Spagna si parla di elezioni che devono tenersi entro il marzo 2012. In generale il timing non funziona nei paesi periferici dell’Eurozona, i quali non possono limitarsi a tagliare la spesa e alzare le tasse per uscire dalle voragini fiscali. L’incertezza politica, conclude su questo punto l’analisi di Reuters, e’ legata al fatto che sono i paesi maggiori dell’area Euro, in primis la Germania, ad evitare l’insolvenza ai periferici.

5) I cani che non abbaiano.

Le violenze per le strade sono visibili e allarmanti ma cambiano qualcosa? Ci saranno nuove proteste anti-austerita’ in Europa.

6) Aspettando le elezioni.

Se vuole essere rieletto nel marzo 2012 il presidente francese Sarkozy deve risollevare la propria immagine politica messa al tappeto dalle decisioni in materia di riforma pensionistica. Stranamente il maggiore impatto sulla sua immagine potrebbe arrivare dall’estero. Usera’ insomma la presidenza al G20 per raccogliere consensi in casa propria. Sarkozy fara’ di tutto per riformare il sistema monetario globale. Il punto e’: accetteranno gli Usa un ruolo minore per il dollaro? Tra l’altro nel corso del 2011 anche negli Stati Uniti si parlera’ sempre di piu’ di elezioni presidenziali mentre Obama deve fare i conti con la creazione di occupazione che stenta a crescere, la domanda interna da stimolare, un Congresso diviso e deficit e debito enormi. Il 2011 sara’ il viatico anche per la corsa alla presidenza in Russia nell’anno successivo: tocchera’ a Putin, attuale primo ministro, o Medvedev? Per il momento sembra Putin ad avere la meglio. Stessa solfa anche in Cina, dove la data clou sara tra fine 2012 e inizio 2013. Il presidente Hu Jintao potrebbe essere succeduto da Xi Jinping.

7) I grandi paesi.

Tutti sono a rischio. Un investitore occidentale si chiede ovviamente dove debba investire per garantirsi dei ritorni. C’e’ qualche posto sicuro? L’outlook 2011 di Reuters suggerisve la Turchia dove Tayyip Erdogan vincera’ probabilmente il terzo mandato in elezioni che dovrebbero tenersi entro luglio 2011. Riforme a favore della crescita dovrebbe restare.

8) Il Big Bang.

E’ la Corea del Nord il paese che con ogni probabilita’ sara’ l’artefice di una maggiore crisi che coinvolgera’ la regione. E le chance che cio’ avvenga nel corso dell’anno prossimo sono sicuramente piu’ alte di quelle del 2010. Le recenti scoperte sull’arricchimento dell’uranio in impianti del nord del paese hanno migliorato la sua portata nucleare. Ma non e’ da escludere che la nazione subisca un’implosione economica. In entrambe i casi le conseguenze, finanziarie ed umanitarie, sarebbero enormi.

9) Il piccolo Bang.

Nell’ultimo decennio l’ombra del terrorismo di al Qaeda e simpatizzanti non e’ mai svanita. Simili organizzazioni sono sempre alla ricerca dei punti deboli nei sistema di sicurezza dei paesi: si veda la bomba in Svezia o quelle caricate su aerei americani dall Yemen. E’ difficile aspettarsi un altro attacco in stile 11 settembre ma non e’ da escludere un attacco civile a bordo di qualche aereo.

10) I problemi a colpi di clic.

Le rivelazioni di WikiLeaks, ma anche gli attacchi cinesi contro Google, sono la dimostrazione del potere dei computer e di Internet nel rompere norme sociali e politiche. Cio’ chiama in causa una ridefinizione dei concetti di liberta’ di informazione, privacy, spionaggio e persino dell’amicizia, tanto cara a Facebook.