E SE VENISSE SANZIONATO IL PARADISO (FISCALE)?

23 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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In settimana negli Usa atteso il discorso di Bernanke che potrebbe fornire precisazioni sui tempi di implementazione del quantitative easing su Treasury. Importante anche la possibile revisione al ribasso del Pil del quarto trimestre.

(WSI)- in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva, mantenendo lo spread sul 2-10 anni pressoché stabile a 170 pb, mentre il differenziale sul decennale Italia-Germania rimane intorno ai 140 pb. Il vertice dei leader europei del G20 si è concluso ieri a Berlino ed ha visto un’intesa trai vari paesi sulla necessità di una supervisione di tutti i prodotti finanziari, compresi gli hedge funds, i fondi di investimenti ad alto rischio che saranno obbligati a registrarsi. È’ stato inoltre proposto di sanzionare i paradisi fiscali, raddoppiare le risorse per il Fmi (portandole a 500Mld$), cosicché possa sostenere i paesi in difficoltà in momenti di crisi e di registrare e supervisionare le agenzie di rating.

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Il vertice ha rappresentato sostanzialmente l’occasione per formalizzare una serie di proposte che verranno discusse nel G20 del 2 aprile a Londra. Sul fronte macro i dati preliminari degli indici Pmi manifatturiero e servizi di febbraio per l’intera area Euro sono risultati peggiori delle attese ed in calo rispetto al dato di gennaio, rimanendo fortemente al di sotto dell’area di espansione. Oggi non sono attesi dati macro di rilievo e l’attenzione si sposterà sulle notizie provenienti dal mondo corporate.

Negli Usa tassi decennali in lieve calo, stazionando sempre introno al 2,80%. Il calo del mercato azionario di venerdì è avvenuto sulla scia di timori di imminente nazionalizzazione di alcuni grandi banche del paese tra cui Citigroup e Bank of America. Durante il fine settimana sono emerse indiscrezioni sulla possibilità che il governo Usa possa procedere alla conversione delle azioni privilegiate di Citigroup (45Mld$) in azioni ordinarie, con l’obiettivo di portare la partecipazione a circa il 40%. Secondo quanto riportato dal Wsj, tale ipotesi sarebbe stata presentata dalla stessa Citigroup, a fronte invece di una smentita ufficiale di una possibilità analoga da parte di BofA.

Secondo lo stesso Wsj, l’ipotesi in esame per Citigroup, sarebbe arrivata per le seguenti ragioni: 1) il titolo ha raggiunto nuovi minimi storici; 2) questa settimana inizieranno gli stress test sull’adeguatezza patrimoniale delle principali banche, come aveva preannunciato recentemente il ministro del Tesoro Geithner. Tali test sarebbero focalizzati sul c.d. TCE (Tangible Common Equity) ratio, ossia un rapporto che tiene in considerazione le sole attività materiali ed include nel computo del patrimonio le sole azioni ordinarie.

La conversione delle azioni privilegiate in ordinarie, migliorerebbe sensibilmente tale rapporto consentendo a Citigroup di procedere eventualmente ad un aumento di capitale. L’ipotesi di conversione riguarderebbe anche i soci esteri della banca, tra cui alcuni importanti fondi sovrani come quello di Singapore, Abu Dhabi e Kuwait. Nel frattempo sul fronte macro i dati sui prezzi al consumo hanno evidenziato una dinamica tendenziale migliore delle attese, scongiurando l’entrata in deflazione già a gennaio. In settimana occorrerà verificare la tenuta del sostanziale doppio minimo segnato dal’indice S&P500 in prossimità di quota 750. Nel breve il supporto sul decennale continua a stazionare a 2,65%.

Valute: Dollaro in deprezzamento vs. Euro sulla scia delle notizie Usa di conversione di azioni privilegiate in ordinarie con riferimento a banche del paese da parte del governo. Il supporto di breve si colloca in area 1,27. La conferma della foratura della resistenza a 1,2950, aprirebbe lo spazio per un movimento più ampio fino a quota 1,33 circa nei prossimi giorni. Il Dollaro si è deprezzato anche nei confronti dello Yen. La resistenza per oggi si colloca a 94,45, il supporto in area 92-92,20. Euro in apprezzamento verso Yen con il cross che si avvicina alla resistenza 121,20, dopo aver superato la vecchia resistenza 120 (ora diventata supporto). Nel week end il Giappone, la Cina, la Corea del Sud ed altri 10 paesi del sud-est asiatico hanno raggiunto un accordo per la creazione di un fondo da 120Mld$ di riserve valutarie da utilizzare per difendere le proprie valute da attacchi speculativi.

Materie prime: giornata negativa per le materie prime, ad eccezione dei metalli preziosi con l’oro (+2,6%) che ha raggiunto per la prima volta dallo scorso marzo i 1.000$/oncia sulla scia delle tensioni sul settore finanziario Usa. In calo il greggio Wti nell’ultimo giorno di contrattazione del future con consegna marzo. Piuttosto negativi i metalli industriali con le peggiori performance arrivate dal rame (-4,3%) e dal nichel (-4,1%) su incremento delle scorte al Lme. Infine tra gli agricoli in forte calo cacao (-4,8%) e soia (-2,5%).

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