E’ MORTO RONALD REAGAN

6 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – L’ex presidente americano Ronald Reagan è morto. Aveva 93 anni e dal ’94 era affetto dal morbo di Alzhemier. In giornata le sue condizioni si erano aggravate.

Reagan è morto nella sua abitazione di Los Angeles, nel lussuoso quartiere di Bel Air, e nelle ore finali della lunga agonia ha avuto accanto la moglie Nancy, i figli Patti Davis e Ron e il figlio adottivo Michael. Un’altra figlia di Reagan, Maureen, avuta dalla prima moglie Jane Wyman, è già morta.

Tutte le tv americane hanno interrotto le trasmissioni per dare la notizia. I programmi del sabato sera sono stati immediatamente modificati per trasmissioni speciali sulla vita del “Grande Comunicatore”. Reagan è stato il più longevo tra i presidenti americani, avendo battuto il record di John Adams, vissuto 90 anni e otto mesi.

Il presidente George W. Bush è stato informato a Parigi, dove si trova in visita ufficiale, dal capo dello staff della Casa Bianca Andrew Carr. La notizia del decesso è stata data poco dopo che Bush aveva lasciato l’Eliseo, dove aveva cenato con il presidente francese Jacques Chirac. Il padre di Bush era stato vice-presidente di Reagan per otto anni e molti elementi dell’attuale amministrazione Usa avevano lavorato in quella di Reagan.

Il candidato presidenziale del partito Democratico John Kerry ha deciso di sospendere quella che ha definito una “campagna elettorale eccessivamente politicizzata”, per onorare la morte di Reagan.

“Ronald Reagan e’ stato in disaccordo con molti di noi su una questione o su un’altra, ma egli era in disaccordo sempre con un sorriso, senza partigianeria e faziosita’”, ha detto Kerry ai giornalisti.

“Penso – ha aggiunto il candidato democratico che cerchera’ di sconfiggere George Bush a novembre – che possedesse un senso di idealismo e di ottimismo sulle possibilita’ del nostro paese, che veramente definisce cos’e’ la leadership,” ha detto Kerry. “Ci manchera’, non importa a quale partito apparteniamo o a quale fede crediamo. Era un leader, e ci manchera’”.

Il quarantesimo presidente degli Stati Uniti sarà onorato con un funerale di Stato a Washington. La decisione finale per i dettagli spetterà alla famiglia, che ha avuto lungo tempo per pianificare la cerimonia. Tutto lascia pensare che la salma dell’ex-presidente sarà inizialmente traslata nella Biblioteca Presidenziale e Museo Reagan create nella Simi Valley in California. Da qui la salma dovrebbe essere trasferita nella capitale per i solenni funerali di stato, con la bara esposta nella Rotonda di Capitol Hill, al Congresso e con una cerimonia nella National Cathedral di Washington.

Le informazioni sull’aggravamento delle condizioni di salute di Reagan si erano diffuse fin dalla mattinata, quando i familiari dell’ex-presidente avevano cominciato a radunarsi nella sua villa di Los Angeles. “Ci siamo”, aveva detto Nancy Reagan a un reporter televisivo. L’ex presidente americano era malato di Alzheimer dal 1994, e da quel momento non si era fatto mai più vedere in pubblico. Come aveva raccontato nei mesi scorsi la figlia Patti, Reagan non era più in grado di mangiare da solo e neppure di vestirsi. Aveva bisogno di essere assistito in modo permanente.

Ronald Reagan era nato il 6 febbraio 1911 a Tampico, nell’Illinois, figlio di un venditore ambulante di scarpe. Dopo la laurea in scienze sociali nel 1932, era diventato un popolare radiocronista sportivo e quindi attore ad Hollywood a partire dal 1937. Dopo la seconda guerra mondiale, combattuta come capitano dell’Air Force, Reagan era stato eletto presidente del sindacato attori, carica che aveva mantenuto dal ’47 al ’52.

Aveva fatto il suo vero e proprio ingresso in politica nel 1964, quando aveva appoggiato il repubblicano Barry Goldwater alla presidenza degli Stati Uniti. Reagan era stato eletto governatore della California nel 1970. Nel 1980 era stato eletto alla Casa Bianca, battendo il presidente democratico Jimmy Carter. Solo 69 giorni dopo il suo insediamento, il 30 marzo, Reagan era stato ferito al torace da un colpo di pistola sparato da un attentatore. Nell’84 era stato confermato per un secondo mandato.

Dal punto di vista economico l’allora presidente aveva dato il via alla cosiddetta “Reaganomics”, con significative riduzioni fiscali; dal punto di vista politico la sua presidenza era stata segnata tra l’altro dall’invasione di Granada (1983), dal sostegno ai Contras in Nicaragua, dall’avvio del programma di iniziativa di difesa strategica (Sdi), le cosiddette “guerre stellari”.

Ma Reagan sarà ricordato soprattutto come l’ultimo leader americano dell’era della guerra fredda. Rieletto nel 1984, aveva raggiunto con il leader sovietico Mikhail Gorbaciov un accordo per la riduzione degli arsenali nucleari.

Nel novembre 1994 aveva reso noto di essere affetto dal morbo di Alzheimer. Si era ritirato in California e aveva abbandonato qualsiasi forma di vita pubblica, lasciando tutto in mano alla sua seconda moglie, Nancy.

Copyright © La Repubblica per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved

Vedi anche l’Opinione di Mario Deaglio
SPLENDORI E MISERIE DELLA REAGANOMICS