E’ morto Marco Pannella, una vita dedicata alla lotta per i diritti civili

19 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Si è spento all’età di 86 anni,  dopo una lunga malattia. Marco Pannella, leader dei radicali, pietra miliare della politica italiana, è morto oggi, stroncato da un male che era peggiorato irrimediabilmente nelle ultime ore. Ieri Pannella era stato ricoverato in una clinica di Roma per l’aggravarsi delle sue condizioni.

Così il premier Matteo Renzi, che si trovava in conferenza stampa con il premier olandese Mark Rutte quando gli è arrivata la notizia.

“A nome mio ma soprattutto delle istituzioni che rappresento, voglio tributare un grande omaggio a quel combattente e leone della libertà che è stato Marco Pannella”. Pannella è stato “un grande leader politico che ha segnato la storia con le sue battaglie: controverse, ma sempre coraggiose e a viso aperto”. Il premier ha continuato, progendo “le condoglianze mie personali e del governo italiano alla famiglia. Il tempo e la storia potranno raccontare cosa è stato Pannella in Italia e per l’Italia“.

Abruzzese, Pannella era nato a Teramo nel 1930 e viene ricordato come tra i deputati più longevi della politica italiana, essendo stato deputato nel periodo compreso tra il 1976 e il 1992. Molto tempo prima, nel 1955, aveva lanciato e fondato insieme ad altri politici il Partito Radicale dei Democratici e dei Liberali, sancendoufficialmente un nuovo inizio per quella sinistra liberale che aveva deciso di dire addio al Partito liberale italiano.

Paladino nella lotta per i diritti civili già dagli anni ’70, non lasciava mai indifferente nessuno, per le sue posizioni o scelte che spesso scatenavano feroci polemiche.

Così lo ricorda il Corriere della Sera.

Boom di tweet su Twitter, con l’hashtag #MarcoPannella. L’Italia sembra riunirsi nel dolore per la perdita di un uomo e politico che, come si definiva lui stesso sul profilo di Twitter, è stato “radicale socialista liberale federalista-europeo anticlericale antiproibizionista antimilitarista nonviolento”.

Emma Bonino lo ricorda così, e le sue parole non nascondono una vena di polemica.

#MarcoPannella, il ricordo di @emmabonino: «Amato ma poco riconosciuto nei suoi meriti dal Paese che tanto gli deve»

In una nota la presidente della Camera Laura Boldrini:

“La democrazia italiana perde uno straordinario combattente per la causa dei diritti civili. Gli dobbiamo gratitudine perché ha contribuito in modo determinante ad una società più aperta, più tollerante, più rispettosa delle persone”.

Un messaggio anche da parte di Martin Schulz:

Pochi hanno promosso e difeso laicità, diritti civili e #Europa come #MarcoPannella. Un saluto a un grande politico e un gran europeista

E dal Vaticano:

“Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l`impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati”, ha detto padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi.

Così Beppe Grillo, fondatore del M5S:

“Il Movimento 5 Stelle ricorda Marco Pannella, leader politico che ha fatto della democrazia diretta tramite referendum una delle sue battaglie di una vita. E attraverso la democrazia diretta è riuscito a portare a questo Paese importanti riforme civili (…) “Diciamolo, anche quando non si era politicamente d’accordo con Marco Pannella non si riusciva proprio a pensar male di lui”.

Tra i suoi aforismi

La parabola di Berlusconi è questa: è sceso in campo per difendere i propri interessi, si è poi convinto di poter davvero rivoluzionare il Paese e infine si è integrato nel sistema partitocratico che avrebbe invece dovuto abbattere”.

“Io non vorrò mai consegnare i palestinesi all’Olp, così come abbiano consegnato i cambogiani a Pol Pot e i vietnamiti agli eredi di Ho Chi-Minh”.

“Ma io sono un cornuto divorzista, un assassino abortista, un infame traditore della patria con gli obiettori, un drogato, un perverso pasoliniano, un mezzo-ebreo mezzo-fascista, un liberalborghese esibizionista, un nonviolento impotente. Faccio politica sui marciapiedi”.

“Perché i giovani sappiano, i vecchi ricordino e si cessi di ingannarli: il pacifismo in questo secolo ha prodotto effetti catastrofici, convergenti con quelli del nazismo e del comunismo. Se il comunismo e il nazismo sono messi al bando, il pacifismo merita di accompagnarli. [Il disarmismo, l’antimilitarismo, la non-violenza] non sono omologabili al pacifismo. La linea che da Gandhi a Bertrand Russell, da Luther King a Capitini, deve organizzarsi finalmente nel mondo. Il Partito radicale questo progetta e comincia ad attuare, in Italia e nel mondo. È impresa ragionevole. Lasciarsi sconfiggere è la follia. […] Non violenza e democrazia politica devono vivere quasi come sinonimi. Da un secolo non vi sono guerre tra democrazie, diritto e libertà sono la prima garanzia. E il pacifismo storico, nei fatti, lo ha sempre ignorato”.

La Lucania è come la Libia. Ricca di petrolio e povertà”.

“Il rispetto della parola è il fondamento della legge. Faremo perciò le battaglie che abbiamo sempre fatto in difesa dell’onestà, la trasparenza e la povertà che abbiamo sempre praticato contro l’arroganza dei troppo ricchi e dei padroni”.

E terminiamo con un altra frase che esprimeva il suo pensiero.