E IL DOLLARO
RIPRENDE FIATO

20 Gennaio 2005, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Il dollaro ha avuto un notevole recupero alla notizia che in novembre l’afflusso internazionale dei capitali negli Stati Uniti è stato di ben 80 miliardi di dollari. Se ne prevedevano 55. A ottobre erano stati 48. Poiché il buco nella bilancia del commercio estero americano in novembre era stato di ben 60 miliardi, si pensava che un afflusso di capitali dall’estero pur rilevante non sarebbe bastato a compensarlo. Invece ci sono 20 miliardi di differenza in più.

La notizia però non è bastata a guidare un deciso recupero del dollaro, che è tornato a quota 1.308 rispetto all’euro. Secondo gli analisti le cifre del novembre vanno prese con cautela, perché quando il dollaro è debole le banche centrali (in prima linea quella del Giappone e quella della Cina) comprano dollari, per evitare che la propria moneta si deprezzi con danni per le esportazioni nazionali. E questo è certamente accaduto in novembre e nei mesi seguenti. Ma la spiegazione è insufficiente. Una ragione del fatto che il dollaro è rimasto debole nonostante il recente afflusso di capitali agli Stati Uniti, è che vi è una forte attesa per un rialzo del tasso di interesse da parte della Federal Reserve. Molti aspettano proprio questo evento per comprare titoli in dollari a più alta remunerazione. D’altra parte la Borsa americana è da 27 mesi in crescita, cioè “toro”. E il numero di mesi medio di “toro” a Wall Street nel passato è stato di 27: quindi vi è una certa cautela nell’impiego di capitali freschi.

Per meglio capire gli investimenti esteri negli Stati Uniti bisogna guardare alla strategia delle imprese americane che hanno decentrato una parte consistente delle proprie attività economiche in Asia e in altre parti del mondo. Una parte crescente delle importazioni americane proviene da imprese di questo tipo. E una quota crescente dei flussi di dollari che arrivano negli Stati Uniti derivano da consociate estere di compagnie americane. Queste, poi, sono spesso intrecciate con società locali. L’economia globale è molto diversa da quella di un tempo, quando si potevano distinguere con una certa precisione soggetti nazionali e soggetti esteri. E’ con questa realtà che l’euro dovrebbe confrontarsi.

Copyright © Il Foglio per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved