E dopo Moody’s ci pensa S&P a far tremare di nuovo l’Irlanda

28 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi, interessando soprattutto la parte a lungo termine della curva. Si allargano gli spread sui paesi periferici ed in particolare su Irlanda e Portogallo dove hanno raggiunto nuovi massimi. All’interno dell’Eurogruppo continuano le discussioni in merito alla riforma del patto di stabilità.

La proposta tedesca, secondo quanto riportato da Reuters, prevede l’inserimento di un meccanismo di sospensione automatica dei fondi strutturali Ue e la sospensione dei diritti di voto al Consiglio Ue almeno per un anno. In merito alla sospensione del voto Trichet si è detto favorevole, ma ha aggiunto che una misura del genere potrebbe richiedere una modifica del trattato. Il focus degli operatori è ora soprattutto sui paesi periferici.

In Irlanda, dopo il downgrade di Moody’s di tre notch sul debito senior della Anglo Irish Bank, S&P in mattinata ha dichiarato che il costo di ricapitalizzazione dell’istituto potrebbe essere superiore a 35 Mld€, comportando possibili ulteriori declassamenti.

In Portogallo invece persistono i dubbi sulla capacità che il governo (che in parlamento non ha la maggioranza) riesca a far approvare la legge finanziaria che prevede un incremento delle tasse. In Spagna domani è previsto il primo sciopero generale (contro il piano di austerity) negli ultimi 8 anni. Dal lato macro segnaliamo il miglioramento della fiducia dei consumatori tedeschi di ottobre, salita per il quarto mese consecutivo. Attese oggi le aste in Olanda fino a 2 Mld€ sui titoli 2018 e 2015.

Negli Usa tassi in ribasso in una giornata in cui i listini azionari hanno chiuso in calo in seguito ad una brusca inversione dei corsi nell’ultima ora di contrattazione. L’edizione on line del Wsj riporta oggi l’indiscrezione secondo cui la Fed potrebbe procedere ad un approccio molto graduale nell’implementazione del piano di acquisto di asset.

In altri termini, invece di procedere all’annuncio di un piano di acquisti corposo a lunga scadenza, la Fed potrebbe limitarsi a definire l’ammontare in acquisto su orizzonti brevi, ad esempio su base mensile. In questo modo la Fed manterrebbe le mani libere se proseguire con il piano o arrestarlo, a seconda della reazione di mercato.

Ieri, un sondaggio di Cnbc riportava l’aspettativa di un piano nell’ordine di 500Mld$, un valore inferiore rispetto ai 1000Mld$ di cui diversi analisti avevano dibattuto nei giorni scorsi. Nel frattempo Obama ha firmato la legge di supporto al comparto delle piccole imprese per un ammontare di 56Mld$ nei prossimi 12 mesi.

Lo scopo è quello di stimolare le assunzioni da parte delle small business, attraverso ad esempio la concessione della possibilità di ammortamento anticipato, oltre allo stimolo all’offerta di maggiori prestiti dalle banche locali mediante l’acquisto di azioni privilegiate di queste ultime da parte del governo. In questo contesto sta ritornando l’attenzione sui temi europei, in seguito al citato riacutizzarsi di tensioni in alcuni paesi periferici. Contestualmente, gli operatori stanno osservando con attenzione anche la possibilità che la Cina possa introdurre nuove misure restrittive per il settore immobiliare.

Valute: euro in deprezzamento questa mattina verso dollaro, dopo aver confermato la tenuta dell’importante resistenza a quota 1,35. Diversi i fattori che stanno contribuendo a questo movimento che potrebbe continuare anche nei prossimi giorni: 1) l’aspettativa di un approccio più graduale da parte della Fed; 2) il maggior focus sui temi dell’area Euro dopo le tensioni che stanno riemergendo in particolare in Irlanda ed in Portogallo.

Il primo livello di supporto si colloca in area 1,33 con possibilità di estensione del movimento nei prossimi giorni fino ad area 1,31. Poco mosso lo yen durante la notte dopo il lieve apprezzamento di ieri. Verso dollaro il cross continua a restare ben al di sotto della resistenza 86, con un supporto collocato in area 84-83,50. I dati del Cftc hanno evidenziato come gli speculatori abbiano ridotto di oltre il 50% le scommesse che puntavano ad un apprezzamento dello yen vs dollaro in seguito all’intervento del Giappone sul mercato. Verso euro la resistenza si colloca a 114, il supporto a 112,30.

Materie Prime: tra gli energetici invariato il greggio Wti, in calo il gas naturale (-2,1%). Ad eccezione del nichel (+0,8%) si è assistito a vendite sui metalli industriali, con il ribasso peggiore registrato dallo zinco (-1,9%). Tra i preziosi pressoché invariato l’oro, lieve rialzo per l’argento (+0,3%). Tra gli agricoli in calo il grano (-1,9%). Nuovo massimo dal 1995 per il cotone (+4,6%).

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