E’ DI 3 MILIARDI IL BUSINESS DELLA ZOOMAFIA

30 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 30 mag – Ammonta a tre miliardi di euro il giro di affari sul traffico di animali delle organizzazioni criminali. Lo dice la relazione della Lav, Lega anti-vivisezione, presentata oggi presso la Camera dei Deputati, presente anche il presidente del Senato Franco Marini. Nel solo settore dell’ippica le corse clandestine e i traffici illegali producono un miliardo di euro. Lo scorso anno la polizia ha sequestrato 143 cavalli, denunciato 273 persone e arrestate 53. Le indagini hanno portato anche al sequestro di un ippodromo, 3 maneggi e oltre 10 mila confezioni di farmaci e sostanze vietate. Un altro fenomeno con un forte giro d’affari, stimato sui 400 milioni di euro annui, è quello della “cupola del bestiame”, che raggruppa in sé reati disparati, dalle truffe ai danni dell’Erario, dell’UE e dello Stato, al traffico illegale di medicinali; dal furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari, fino alla procurata epidemia e diffusione di malattie infettive, attraverso il commercio di prodotti provenienti da animali malati. Il risultato è una sorta di mercato parallelo in cui sono conniventi anche venditori e veterinari pubblici, che permettono anche la macellazione in strutture statali. Altre attività segnalate dal rapporto sono il furto di bestiame, che coinvolge 100mila animali l’anno; le sofisticazioni alimentari; e i traffici di medicinali, che porta nelle casse delle farmacie coinvolte 65 mila euro al mese. Diffuso anche il bracconaggio, fenomeno che coinvolge anche trafficanti di armi, persone che affittano postazioni di caccia e commercianti di animali vivi, che hanno un guadagno di 250mila euro l’anno nei mercati di Palermo e Napoli. Il settore di bestie morte ha invece un volume d’affari di 5 milioni di euro, senza contare i guadagni legati alla fauna esotica protetta che arrivano fino a 500 milioni di euro l’anno. La stesa cifra gira intorno ai traffici di cani (solo dall’Europa dell’est sono stati importati 300 mila cuccioli) e alla gestione dei canili, spesso sovraffollati e inadeguate sul profilo strutturale e sanitaria; sembra invece ridimensionato il fenomeno delle lotte clandestine.