DUBAI: SOLO IL 24% DI PROBABILITA’ DI UN DEFAULT

30 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

I CDS (credit defaults swaps) legati al debito del Dubai, schizzati la scorsa settimana a un massimo assoluto, stamattina sono ancora in rialzo ma (al momento) a livelli da cui si capisce che lo stress e’ molto forte ma non tale da provocare un’immediata crisi con rischi ad effetto domino. Quindi gli investitori si aspettano che l’Emirato sara’ alla fine salvato da Abu Dhabi, anche se con riluttanza.

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Stamattina Nakheel, il colosso delle costruzioni di Dubai, considerato l’anello debole della catena di societa’ di Dubai World, ha chiesto la sospensione dalle negoziazioni per tre dei suoi bond islamici sukuk per un totale di $5.25 miliardi, “fino a quando non saremo in grado di informare completamente il mercato sulla ristrutturazione del debito”.

Il costo per proteggersi in caso il governo del Dubai non riesca a far fronte alle proprie obbligazioni debitorie e’ raddoppiato dopo che la societa’ governativa Dubai World, con $59 miliardi di debiti, ha chiesto all’improvviso mercoledi’ una moratoria sul pagamento degli interessi per ristrutturare il suo debito.

Gli investitori, secondo Bloomberg, chiedono stamattina $647000 l’anno (o 647 punti base, rispetto ai 420.60 di venerdi’) per assicurare $10 milioni del debito di Dubai, mentre il costo dei CDS (credit defaults swaps) sarebbe di $1 milione, o 1000 punti base, nel caso il mercato ritenesse che il debitore andra’ per certo gambe all’aria (era il livello di Lehman Brothers subito prima di fallire, per intenderci).

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“Non sono disperatamente preoccupato per il fatto che potremmo andare verso una sorta di spirale della morte”, ha detto a Bloomberg Nicholas Field, che lavora a Londra in un fondo di investimento azionario da $11 miliardi sui mercati emergenti di Schroders Plc. “Non credo ci sara’ un grande e prolungato movimento al ribasso”.

Il prezzo del CDS legati al debito di Dubai implica una chance del 24% sull’ipotesi che l’Emirato possa fare un default sul suo debito entro il dicembre 2014, secondo dati di JPMorgan Chase elaborati da Bloomberg.

Sull’azionario ovviamente ci sono stati localmente forti ribassi. Chiusura in profondo rosso per le Borse di Dubai e Abu Dhabi, dopo il ciclone di Dubai World. Il listino di Dubai ha perso il 7,3% con tutti i gruppi bancari ed edilizi in picchiata. Giu’ anche la borsa di Abu Dhabi, con il -8,3%. Prima del terremoto finanziario, la borsa di Dubai aveva chiuso in rialzo del 28% dall’inizio dell’anno. In perdita anche la Borsa dell’Egitto (-6,86%) mentre la piazza dell’Arabia Saudita e’ chiusa fino a sabato, e nemmeno e’ aperta quella del Kuwait.