Draghi fa dietrofront: “Sono stato mal interpretato”

2 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Nessun annuncio di portata storica, nessun’azione concreta volta a scongiurare il crack dell’Eurozona, soprattutto, nessun ripristino immediato del programma di acquisti di titoli italiani e spagnoli. Mario Draghi, numero uno della Bce, si è rimangiato tutto quanto detto la scorsa settimana, quando aveva garantito che la Bce sarebbe stata pronta a tutto per salvare l’euro.

Parole vuote, a cui non è seguito nessun dato di fatto. Mercati traditi, immediati i sell off che hanno colpito le piazze finanziarie, incredule di fronte all’immobilismo della Bce. Draghi però si è ben difeso e a un giornalista che gli ha rinfacciato il mancato intervento sui bond ha detto: “Ma lei è andato a leggersi il contenuto del mio discorso? Non c’era scritto nulla sulla possibilità di acquistare titoli italiani e spagnoli”. Insomma, un grave fraintendimento tra la Banca centrale e i mercati: questa potrebbe essere la spiegazione più logica.

L’unica notizia, ampiamente scontata, è l’annuncio con cui la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi guida allo 0,75%, il minimo storico. Lo status quo è rimasto anche sui tassi sulle riserve bancarie, allo zero, e sugli interessi marginali (1,50%).

Draghi ha ribadito che la “crescita economica rimane debole, per le tensioni presenti sui mercati finanziari” e il “rafforzamento di queste tensioni aumenta i rischi al ribasso”. Nonostante questa consapevolezza, alla fine ha prevalso la linea dei falchi della Bundesbank, che più volte, negli ultimi giorni, avevano ricordato alla Bce i limiti del suo mandato. Ancora una volta, ha vinto la politica di austerity della Germania, mentre ha perso l’Eurozona.

“I premi sul rischio in alcuni mercati sono molto alti”, in quanto ci sono timori sul futuro dell’euro, ma tutto ciò è “inaccettabile”, in quanto “l’euro è un processo irreversibile”, ha ribadito il numero uno dell’istituto di Francoforte. Anche, gli “spread sono eccessivi” ed è importante “ridurli a livelli ragionevoli” (ma come? si chiederanno gli investitori visto che la Bce non ha introdotto alcuna nuova misura).

Draghi si è mostrato sorpreso anche di quanta attenzione le sue parole su una eventuale licenza bancaria a favore del Fondo Salva stati EFSF/ESN abbiano ricevuto. La configurazione attuale del futuro fondo salva Stati Esm non consente infatti al fondo – ha spiegato – di poter accedere ai rifinanziamenti della Bce, tramite una licenza bancaria. E, in ogni caso, non dovrebbe essere la Bce a dare una licenza bancaria, ma semmai i governi.

Detto questo, un consiglio Draghi lo ha dato, affermando che i governi dovrebbero “far ricorso all EFSF/ESM se necessario”. Sono poi arrivate altre dichiarazioni di intenti. Il numero uno della Bce ha detto che il board della Bce “può riavviare le operazioni sul mercato aperto” e adottare, se necessario, “nuove misure non-standard”. A tal proposito, il Consiglio direttivo “sta considerando altre misure non standard per riparare i meccanismi di trasmissione della politica monetaria”.

Le caratteristiche di queste misure verranno studiate nelle prossime settimane. “Sono possibili nuove misure non standard per garantire la trasmissione delle decisioni di politica monetaria”, ha detto: “Disegneremo le modalità di applicazione di queste misure nelle prossime settimane”.

MERCATI TRADITI, SCOMMESSA PERSA

E’ da quando, la scorsa settimana, Mario Draghi aveva proferito le magiche parole – la Bce farà di tutto per garantire la sopravvivenza dell’euro – che era partita la spinta rialzista dell’azionario globale. I mercati avevano davvero creduto, stavolta, all’intenzione di Draghi di fare qualcosa di concreto. Per questo qualcosa di concreto, i mercati avevano scommesso sul fatto che gli acquisti sui BTP e sui Bonos spagnoli, sul mercato secondario, sarebbero ripartiti. E le speculazioni erano ulteriormente aumentate quando poi addirittura la cancelliera Angela Merkel sembrava aver appoggiato una nuova eventuale aggressiva linea della Bce.

Certo, le avvisaglie non erano mancate. La Bundesbank aveva rimbrottato la Bce per le sue posizioni troppo aperte e nel pomeriggio di ieri Reuters aveva detto che c’era il rischio che oggi non ci sarebbe stato alcun grande annuncio.

Le speranze erano tornate in mattinata, quando in esclusiva un articolo del Suddeutsche Zeitung aveva affermato che Draghi avrebbe accontentato i mercati ripristinando il programma del riacquisto dei bond italiani e spagnoli. Su questo, avevano scommesso anche grandi nomi, come Nomura e Goldman Sachs.

Per questo, con grande trepidazione, l’azionario ha atteso che un grande annuncio, finalmente, arrivasse. Esattamente alla fine della conferenza stampa, quando si è capito chiaramente che le scommesse erano andate a vuoto, le piazze finanziarie sono crollate sotto il peso della delusione.

Sul mantenimento dei tassi invariati, c’è da dire che, anche qui, nonostante l’intensificarsi della crisi del debito, Draghi ha preferito evitare di operare nuove variazioni, dopo il taglio effettuato il mese scorso.

Ma nessun analista scommetteva su una ulteriore riduzione dei tassi sui depositi bancari, che avrebbe voluto dire per Draghi spingersi dove mai nessuno, nemmeno Ben Bernanke e la Fed si sono spinti: nella zona d’ombra dei tassi negativi.

Negli ultimi giorni, sul tavolo del Consiglio della banca era spuntata anche l’idea di comprare bond privati, una misura piu’ facile da far digerire ai falchi della Bundesbank, meno controversa insomma, ma con un impatto piu’ incerto. Altre opzioni sul tavolo: l’acquisto di covered bonds – che potrebbe rivalizzare mercati che ora sono morti – e obbligazioni corporate. Quest’ultima iniziativa rischia però di ampliare il gap di accesso al credito tra grandi e piccole imprese.

Ma nessuna sorpresa è arrivata oggi. Draghi si è limitato a dire che nelle prossime settimane si discuterà di nuovi interventi calmieranti sui mercati dei titoli di Stato. Aggiungendo che “siamo stati unanimi salvo un componente che si è astenuto”.