Draghi, effetti crisi pesanti su famiglie e imprese

31 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La crisi si è fatta sentire in Italia in forma drammatica nell’ultimo biennio, provocando una caduta del PIL di circa sei punti e mezzo, paragonabile a quasi la metà della crescita che si era avuta nel decennio precedente. E’ questa la valutazione degli effetti della recessione sul Bel Paese, contenuta nella relazione del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. La crisi ha avuto impatti evidenti sui redditi ed i consumi familiari, provocando un maggior ricorso agli ammortizzatori sociali, che sono schizzati nel corso del 2009. Per non parlare dell’occupazione. La crisi ha acuito il disagio dei giovani nel mercato del lavoro, ha sottolineato Draghi, auspicando una rapida riforma del mercato del lavoro. Le imprese sono state vittime della crisi con un boom dei fallimenti. Il tentativo di molte imprese di portare avanti piani di ristrutturazione prima della crisi ha limitato l’impatto degli effetti negativi, ma ne hanno sofferto le imprese più piccole, quelle che molto spesso dipendono da rapporti di subfornitura. La politica economica ha consentito di limitare gli effetti di questa crisi, in una misura stimabile in circa due punti percentuali del PIL, grazie alla politica monetaria ed agli stabilizzatori automatici.