DPEF E PENSIONI, IL GOVERNO APRE I TAVOLI

14 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 14 giu – Entra nel vivo la trattativa per pensioni e Dpef: il confronto fra governo e maggioranza ha preso inizio questa mattina con un breve incontro a Palazzo Chigi fra Prodi e Padoa-Schioppa, preludio della riunione con i capigruppo di maggioranza. Domani, poi, sarà la volta del vertice con i sindacati. Il nodo è sempre quello: cercare un compromesso fra le esigenze di redistribuzione delle risorse chieste da parti sociali e sinistra radicale e quadratura dei conti pubblici per procedere sulla strada del risanamento, come d’altra parte chiede l’Europa: “I paesi con squilibri di bilancio – ha esortato proprio oggi la Bce nel suo bollettino mensile – dovrebbero destinare le recenti entrate inattese interamente alla riduzione del disavanzo e resistere alle pressioni tese a un allentamento della politica di bilancio. Ed è essenziale che i paesi con disavanzo eccessivo continuino nei loro sforzi di risanamento strutturale anche dopo la correzione”. Ai rilievi dell’istituto europeo, ma anche alle aspettative di sindacati e parti sociali, ha risposto prontamente proprio il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, minimizzando la portata del tesoretto stesso. “Si tratta – ha spiegato dai microfoni di Sky Tg24 – solo di una minima increspatura di un mare profondo cinquemila metri. La cifra di 2,5 miliardi risale a marzo, e sino a fine giugno non ci saranno nuove stime. Non siamo quindi in grado di sapere se saranno migliori o peggiori, ma sappiamo che questa cifra rappresenta la minima percentuale delle entrate, e basta un’oscillazione in più o in meno per cambiare le cifre. Le pensioni? Il mio auspicio – ha concluso – è che il confronto si concluda positivamente prima del Dpef”. E’ proprio sui contenuti del prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria che si sono concentrati i commenti dei principali esponenti dei due schieramenti: il ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani chiede al governo di “incoraggiare la crescita e portare un po’ di risorse verso i più acuti bisogni sociali”. “La Bce ha lanciato un severo monito al governo – rileva invece Antonio Tajani, presidente degli europarlamentari di Forza Italia – a Palazzo Chigi regna sovrana la confusione. Invece di trovare soluzioni sul destino delle risorse derivanti dall’extragettito fiscale e sul Dpef la sinistra si divide al suo interno all’insegna del tutti contro tutti”. “Abbiamo il problema di ritrovare sintonia con il Paese – ammette il segretario dei Ds Piero Fassino – e dobbiamo farlo a partire dal Dpef. Serve uno scatto nei contenuti, soprattutto su tre fronti: la competizione, la redistribuzione e la fiscalità. Inoltre – ha spiegato – c’è bisogno di un investimento forte sulle infrastrutture, maggiore di quello previsto”.