DOW JONES: NEGATIVO L’INGRESSO DELLA NEW ECONOMY

13 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

La crisi della New Economy, dopo aver travolto il Nasdaq Composite, sta contagiando anche il Dow Jones.

Nonostante l’indice delle trenta blue chip si presenti praticamente invariato da inizio anno, a fronte di una flessione del Nasdaq pari al 10,43%, il Dow sta comunque soffrendo le prestazioni negative dei titoli legati alla Nuova Economia, come Microsoft (MSFT – Nasdaq) e Intel (INTC – Nasdaq), entrati da poco a farne parte.

Il primo novembre del 1999, la Dow Jones, ristrutturo’ la composizione del suo indice piu’ famoso, il DJ Industrial Average (TJI), sostituendo i titoli Chevron (CHV – Nyse), Goodyear Tire (GT – Nyse), Sears Roebuck (S – Nyse) e Union Carbide, tutte societa’ legate alla Old Economy, con i titoli Microsoft, Intel (le prime societa’ quotate al Nasdaq a entrare nel Dow Jones), SBC Communication (SBC – Nyse), una dinamica societa’ di telecomunicazioni, e Home Depot (HD – Nyse), il colosso USA della grande distribzuione.

Vecchi e nuovi titoli del Dow Jones a confronto

 

var. da aggiornamento Dow

var. da inizio anno

Chevron (CHV – Nyse)

+1,61%

+9,88%

Goodyear (GT – Nyse)

-33,79%

+18,96%

Sears (S
– Nyse)

+44,02%

+16,83%

Dow Chemical* (DOW – Nyse)

-9,56%

-2,68%

 

 

 

Microsoft (MSFT – Nasdaq)

-38,75%

+30,68%

Intel (INTC – Nasdaq)

-23,97%

-2,68%

Home Depot (HD – Nyse)

-1,84%

-2,56%

SBC Comm. (SBC – Nyse)

-11,56%

-5,76%

*Dow Chemical ha acquisito l’ex
componente del Dow Jones, Union Carbide, nel 2001.          Fonte: Wall Street Journal: elaborazione dati: Ufficio
Studi Wall Street Italia                

Se confrontiamo l’andamento dell’attuale indice Dow Jones con la prestazione del vecchio Dow, quello in vigore prima dell’aggiornamento del novembre di due anni fa, possiamo notare come quest’ultimo abbia messo a segno una prestazione migliore, segno dello scarso apporto dato dai nuovi entrati.

Al termine della seduta di venerdi’, il “nuovo Dow” si trovava a quota 10.644,62 punti, circa l’1,3% in meno rispetto a quella che sarebbe stata la chiusura del “vecchio Dow”.

Sul “calo” hanno inciso negativamente proprio Microsoft e Intel.

Nonostante un rialzo dall’inzio dell’anno pari al 30,68%, il titolo della societa’ di Bill Gates ha perso infatti il 38,75% da quando e’ entrato a far parte del Dow Jones. Un discorso che vale anche per Intel, che a fronte di una flessione limitata da inzio anno, pari al 2,68%, ha lasciato sul campo quasi il 24% da quando e’ entrata a far parte dell’indice delle 30 blue chip.

Male stanno facendo anche altri titoli, gia’ presenti nel Dow prima dell’aggiornamento del 1999, ma comunque legati alla Nuova Economia. E’ il caso di Hewlett Packard (HWP – Nyse), in calo del 60% dal novembre di due anni fa, e di AT&T (T – Nyse), che perde il 50% da allora.

Vanno bene invece i titoli “storici” del Dow, come Philip Morris (MO – Nyse), Boeing (BA – Nyse), United Technologies (UTX – Nyse).

Alla Dow Jones non si dicono comunque pentiti dei cambiamenti fatti nel 1999.

“Il Down Jones Industrial Average – commenta Paul E. Steiger, managing editor del Wall Street Journal – e’ costruito per essere un barometro del mercato e dell’economia, non e’ un fondo d’investimento. I trenta titoli del Dow sono scelti per riflettere l’andamento del mercato, non perche’ facciano meglio”.