DOW JONES CROLLA 700 PUNTI, LA CAMERA BOCCIA IL PIANO DI SALVATAGGIO. NASDAQ -8.30%

29 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Drammatica ondata di vendite sulla borsa americana. Il sell off e’ legato alla bocciatura alla Camera del pacchetto di salvataggio delle banche da $700 miliardi. I voti contrari sono 228, a favore 205. Erano necessari 218 voti per il passaggio del piano dell’amministrazione Bush. Cosa accadra’ ora e’ ancora poco chiaro. Sembra che seguira’ una seconda votazione, impossibile da effettuare comunque nella giornata odierna.

Il Dow Jones e’ crollato fino a segnare una perdita giornaliera superiore ai 700 punti (-720 punti al bottom intraday) cioe’ -5.4%, lo S&P 500 lascia sul terreno il 7,13%, il Nasdaq arretra -8.30% (Apple cede il 19.55%, Google ha violato la soglia dei $400 e tratta in calo -9%). L’indice della volatilita’ VIX e’ schizzato a quota 46.28, massimo storico coincidente con il top del 1998.

L’ultima volta che l’indice industriale ha registrato una perdita ‘monstre’ pari a -684 punti e’ stato il 17 settembre 2001, il giorno di riapetura delle borse dopo gli attentati dell’11 settembre. Si apre cosi’ all’improvviso il peggiore degli scenari possibili per l’economia degli Stati Uniti: il credito rimane congelato, le banche passano di mano, vengono salvate o falliscono con ritmi frenetici, il caos politico a Washington e’ totale, la Casa Bianca di George Bush non ha credibilita’ ne’ potere, alla luce del fatto che il pacchetto di salvataggio presentato dal ministro del Tesoro, Henry Paulson, e’ stato bocciato; mentre un’elezione presidenziale cruciale si terra’ in poco piu’ di un mese. La crisi americana si avvita su stessa.

Prosegue dunque il calvario del settore finanziario: Goldman Sachs cede il 16%, Morgan Stanley arretra -19%. Citigroup, che era in rialzo grazie all’acquisto delle operazioni di Wachovia, ha girato in rosso e segna un calo del 5.6%.

In una conferenza stampa, dopo la bocciatura, i repubblicani della Camera, si sono assunti la responsabilita’ dell’affossamento del piano di salvataggio, dando la colpa al discorso della speaker della Camera, Nancy Pelosi che nell’annuncoare l’accordo aveva detto, ieri sera, che il risultato era stato raggiunto grazie ai democrarici e alle loro proposte. I repubblicani volevano invece – giustamente – un annuncio “bipartisan”. La Pelosi e’ stata accusata di mancanza dei leadership, in un momento di crisi come questo.