Dow e S&P chiudono in rialzo. Nasdaq colpito dai titoli cinesi

29 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Torna un leggero ottimismo a Wall Street dopo il sì del Parlamento tedesco al rafforzamento del Fondo Salva-stati e dopo i dati provenienti dal fronte economico Usa, relativi al Pil e alle richieste dei sussidi di disoccupazione. I rendimenti dei Treasury a 10 anni sono all’1,997%.

In chiusura lo S&P 500 sale di 9,34 punti (+0,81%), a quota 1.160,4, mentre il Nasdaq scende di 10,82 punti (-0,43%), a 2.480,76. In solido rialzo il Dow Jones, che avanza di 143,88 punti (+1,38%), a 11.153,98.

Nasdaq colpito dal brutale sell-off dei titoli cinesi quotati negli Usa, a causa delle notizie di nuovi scandali e irregolarità contabili. Apple in calo con alcuni investitori che hanno preferito incassare i guadagni generati dal recente rialzo del titolo.

I titoli finanziari rimangono solidi, con Bank of America che sale di quasi il 2,5%, Citigroup +2,24%, JPM +2,69% e Wells Fargo +2,21%. Male invece Google (-0,34%) e soprattutto soffre Advanced Micro Devices, con un calo superiore al 12%, dopo che Bank of America Merrill Lynch ha tagliato il rating da “neutral” a “underperform”.

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti relativo al secondo trimestre del 2011 è stato rivisto al rialzo a +1,3%, meglio delle stime. Gli analisti avevano previsto una crescita dell’1,2%, contro il +1% del dato precedentemente reso noto e il +0,4% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Si tratta dell’ultima revisione del prodotto interno lordo del secondo trimestre.

Bene anche le indicazioni arrivate dal mercato del lavoro degli Stati Uniti: nella settimana terminata il 23 settembre, il numero di lavoratori americani che ha presentato per la prima volta richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione settimanali e’ sceso di 37.000 unita’ a 391.000, contro le previsioni per una cifra pari a 419.000.

Tuttavia, questi due dati da soli non sono sufficienti a cambiare le condizioni in cui versa l’economia Usa, che continua a crescere a un tasso reputato non sufficiente per sostenere sia il mercato del lavoro che il livello dei redditi. Di conseguenza, sullo sfondo, rimangono i timori. Analisti ed esperti sono ben consapevoli che l’economia Usa sta crescendo a un ritmo decisamente inferiore al suo potenziale.

Anche il dato pubblicato più tardi, in mattinata – quello relativo alle vendite di case con contratti in corso , è stato migliore delle previsioni. Ma su base annua il valore rimane molto ai di sotto di quelli che si considerano consoni a un’economia in buone condizioni di salute.

Certo, la stamperia della Fed rimane sempre in una situazione di allerta, e pronta a intervenire con nuovi aiuti. Il chairman della Federal Reserve ha confermato infatti la possibilità di ulteriori “stimoli”, dopo l'”Operazione Twist” appena varata su $400 miliardi di titoli del Tesoro Usa. Ma è l’ennesima prova di come l’America continui ad avere un’economia che molti definiscono drogata, in quanto ormai totalmente dipendente dalle misure di politica monetaria espansiva dettate da Bernanke e colleghi.

Intanto, sul fronte valutario, l’euro si attesta a $1,3584 nei confronti del biglietto verde. La moneta unica è in leggero calo sul franco svizzero a CHF 1,2182, continuando a salire invece sullo yen con a JPY 104,36.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio a $82,14 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.617,30 l’oncia.