Dow a quota 12.000, prima volta da giugno 2008

26 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Dopo un’ora di contrattazioni Wall Street sembra avere voglia di nuovi Buy. D’altra parte anche ieri il mercato aveva dato prova della sua forza recuperando sul finale, segno di una fase definita da alcuni ancora all’insegna del toro.

Il merito va al dato delle vendite di case nuove a dicembre, ai massimi da otto mesi mentre i prezzi sono i piu’ alti dall’aprile 2008. Questo ha permesso al Dow di superare quota 12.000 per la prima volta dal 25 giugno 2008. Va pero’ precisato che il bilancio delle vendite di nuove case nel 2010 e’ il peggiore da 47 anni: il numero di compravendite e’ stato di 321.000 unita’, -14,4% dalle 375.000 dell’anno prima.

Parte dell’entusiasmo che aveva accompagnato la corsa dei futures sembrava in via di estinzione. Gli operatori restano comunque alla finestra in attesa della decisione della Fed sui tassi: il braccio di politica monetaria della Fed si pronuncera’ in materia di politica monetaria. Difficile che dalla riunione, la prima del nuovo anno e con un cambio dei membri votanti, emergano novita’. Il comunicato finale dovrebbe essere una mera copia di quello rilasciato nell’ultima riunione.

Prosegue l’analisti dei dettagli del discorso di Obama sullo Stato dell’Unione di ieri sera, il secondo nel corso della sua presidenza. Piace la proposta per un taglio alle tasse aziendali e per un aumento degli investimenti in educazione, innovazione e infrastrutture ma sembra che al mercato, inizialmente entusiasta, tutto cio’ non basti.

Sempre dal fronte macro, e’ previsto il dato sulle scorte di petrolio. Quanto all’obbligazionario, c’e’ in calendario l’asta di titoli a 5 anni da $35 miliardi. Intanto le richieste di prestito immobiliare la settimana scorsa hanno segnato un -12,9% contro il +5% dei sette giorni prima.

Sul fronte societario, a mercati chiusi tocchera’ a Starbucks, Qualcomm e Netflix pubblicare i propri conti. Intanto e’ arrivata una pioggia di trimestrali.

Il colosso dell’aerospazio Boeing (BA) ha visto i profitti del quarto trimestre scendere a $1,16 miliardi da $1,27 miliardi dello stesso periodo dell’anno prima (o, in termini di utile per aziona, a $1,56 da $1,75).

Nel comparto petrolifero ConocoPhillips (COP) ha registrato utili trimestrali in crescita a $2 miliardi da $1,3 miliardi dello stesso arco temporale dell’anno prima.

United Technologies (UTX) nel quarto trimestre ha guadagnato $1,2 miliardi contro quota $1,1 miliardi messa a segno nello stesso periodo di 12 mesi fa.

Eastman Kodak (EK) ha profitti trimestrali in calo del 95% e ricavi in flessione sia nel segmento tradizionale delle pellicole fotografiche sia in quello digitale.

Yahoo (YHOO) ha annunciato ieri il taglio dell’1% dei suoi dipendenti. Profitti trimestrali a $312 milioni da $153 milioni del periodo ottobre-dicembre 2010.

Abbott Laboratories (ABT) eliminera’ circa 1.900 posti di lavoro, circa il 2% della sua forza lavoro.

Attesa oggi per l’apertura dei lavori del World Economic Forum a Davos, in Svizzera. In Europa l’umore tra gli operatori di borsa resta positivo grazie a una serie di aste di successo, a cominciare da Spagna e Italia. Bene i settori auto e telecom. Il Dax si trova sui massimi del giugno 2008. A Piazza Affari c’e’ anche chi parla di un target del Ftse Mib a 23.000-23.100, raggiungibile entro la fine di febbraio.

In Asia, l’Hang Seng a Hong Kong ha segnato +0,2%, la borsa di Shanghai in Cina ha registrato +1,2%, in Giappone calo dello 0,6% per il Nikkei dove ha pesato il rafforzamento dello yen e un altro richiamo (da 1,7 milioni di auto) da parte di Toyota (-2%). Il Kospi nella Corea del Sud e’ avanzato dell’1,1% grazie a un Pil cresciuto al passo piu’ veloce da 8 anni nel 2010 (+6,1%, migliore performance dal +7,2% del 2002). Si segnala il tonfo del 5% della piazza finanziaria egiziana (EGX30) dopo le proteste di ieri che hanno portato a 4 morti. Ci si aspetta che il paese possa diventare la prossima Tunisia.

Sugli altri mercati, sul fronte futures l’euro, che ieri aveva chiuso a $1,3689, e’ piatto a $1,3682. Quanto ai Treasury, il rendimento sul decennale e’ al 3,3950% dal 3,319% di ieri. Nel comparto energetico i futures del petrolio con scadenza marzo, ieri scivolati ai minimi di 8 settimane, salgono dello 0,22% a $86,38. I contratti con scadenza febbraio dell’oro cedono lo 0,31% a 1328,20.