Dopo Fmi anche Germania riconosce fallimento austerity

1 Luglio 2016, di Mariangela Tessa

MILANO (WSI) – Dopo il Fondo Monetario Internazionale, anche la Germania sembra riconosce i limiti dell’austerity. Questo almeno si deduce dopo che il vice cancelliere e Ministro federale degli Affari Economici e dell’Energia, Sigmar Gabriel, ha messo in evidenza la necessita’ che il Patto di Stabilita’ sia orientato alla creazione di un ambiente improntato alla crescita.

Lo ha reso noto l’agenzia Reuters, rivelando il contenuto di una lettera inviata dal ministro tedesco agli impiegati del suo dicastero. Che sia l’effetto della Brexit? 

Il patto ha bisogno di “maggiore flessibilita’” in modo da garantire agli Stati membri dell’Unione europea più spazio per maggiori investimenti e stimolare l’occupazione nei periodi di crisi economica, ha detto. “Il patto deve essere applicato in modo più favorevole alla crescita”, ha aggiunto.

Le dichiarazioni odierne di Sigmar Gabriel si aggiungono a quelle espresse solo poche settimane fa dal Fondo monetario internazionale, quando l’istituto di Washington in uno studio dal titolo ‘Neoliberismo: sopravvalutato?’ aveva sottolineato che il valore dell’austerity e del flusso di capitali stranieri va riconsiderato perche’ si puo’ tradurre in un aumento delle disuguaglianze e avere effetti sulla sostenibilita’ della crescita.

Lo studio condotto da tre economisti del Fmi ha mostrato il dibattito all’interno del Fmi sulle ricette anti crisi, anche se difficilmente almeno per il momento si tradurra’ in un cambio di rotta per l’istituto.

Un dibattito che segue la controversia sull’austerity dopo la crisi finanziaria e la recessione globale. ”C’e’ molto di positivo nell’agenda neoliberal. In ogni caso ci sono alcuni aspetti che non hanno portato i risultati voluti” aumentando le disuguaglianze e mettendo a rischio la crescita, si legge nello studio.