Dopo caos causato da Fmi, riemerge opzione Grexit

8 Giugno 2016, di Alberto Battaglia

ROMA (WSI) – Il mea culpa del Fondo monetario internazionale non basterà risollevare la situazione finanziaria della Grecia. Il Paese, infatti, è avvolto in una pericolosa spirale nella quale, nonostante l’austerità, le finanze pubbliche non sono ancora sostenibili e i conti con l’estero rimangono in deficit.

È la fotografia di un fallimento internazionale che, secondo il commentatore più prestigioso del Financial Times, Martin Wolf, apre la porta a tre possibili scenari.

  1. Il primo è quello di continuare con le iniezioni di denaro necessarie al governo greco per onorare i suoi impegni a scadenze regolari, com’è stato nel recente passato, per molti anni ancora. S’insisterà con obiettivi irrealistici, che non saranno raggiunti, “mentre il governo greco continuerà a lamentarsi come un adolescente perenne”, scrive Wolf.
  2. Una seconda possibilità sarebbe quella di riconoscere come irrealistico l’accumulo, da parte di Atene, di surplus primari di bilancio, ossia un saldo positivo fra le spese e le entrate al netto degli interessi passivi sul debito. Il surplus primario, infatti, tende a deprimere l’economia rendendo, nel caso greco, virtualmente insostenibili le stesse finanze pubbliche che si vorrebbero risanare. Allo stesso tempo Wolf propone di condizionare parte del perdono del debito a riforme fiscali e amministrative, solo dopo che queste sono state ultimate.
  3. La terza opzione, finora evitata tanto dai greci quanto dalle istituzioni europee, è quella di riconoscere che la permanenza nell’euro non può essere sostenibile. La ragione si può osservare nella bilancia dei pagamenti greca, che, nonostante la forte compressione dei redditi interni, continua a essere in deficit. Non solo, “i volumi delle esportazioni sono più o meno piatti”, scrive Wolf, “tutti gli aggiustamenti sono arrivati tramite la compressione delle importazioni. Se la domanda domestica si riprendesse il deficit esterno ricomincerebbe a crescere in modo sostanziale, ancora una volta”. Questo deficit perenne che la Grecia sperimenta rimanendo nell’euro (una valuta forte che incentiva le importazioni da parte dei residenti a discapito delle esportazioni) dovrebbe essere finanziato con “trasferimenti perenni o un massiccio deprezzamento in termini reali”. Siccome l’opzione dei trasferimenti “non potrebbe verificarsi abbastanza in fretta”, secondo Wolf, l’opzione Grexit riemergerà, “per quanto possa essere difficile farla funzionare”.