Dollaro in recupero. Ma i gestori dei bond gli vanno contro

25 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Negli ultimi giorni si è assistito a un buon recupero del dollaro: dalla fine dello scorso mese, infatti, la valuta americana è salita del 4% (il riferimento è alla performance dello US Index). Tuttavia, i gestori globali di bond, guardando al lungo termine, continuano a scommettere contro il biglietto verde.

Secondo quanto riporta Bloomberg, da Bill Gross, gestore di Pimco, il fondo obbligazionario numero uno al mondo, a Anthony Norris, di Wells Fargo Advantage International Bond Fund – che gestisce asset per $1,8 miliardi- i gestori continuano a essere “bearish” nei confronti del dollaro. A loro avviso, infatti, la valuta perderà terreno contro un’ampia gamma di valute dei paesi emergenti e contro altre monete di alcuni paesi industrializzati, come l’aussie australiano e la corona norvegese.

“I fondamentali di lungo periodo sul dollaro sono ancora terribili”, ha detto a Bloomberg Alessio de Longis, currency strategist a New York per OppenheimerFunds. Tra gli altri ribassisti sul dollaro, Bloomberg cita Daniel Fuss di Loomis Sayles & Co. e Michael Hasenstab di Templeton Global Bond Fund.

Tutti sono d’accordo nell’affermare che il dollaro potrà segnare dei rally, ma queste si riveleranno semplici parentesi. Con le economie in continua espansione, saranno infatti i mercati emergenti ad attrarre l’attenzione degli investitori. Questi ultimi stanno puntando infatti a rendimenti maggiori ma anche più sicuri, con conti pubblici più in ordine rispetto a quelli americani, che iniziano a far davvero paura.

“Nel mercato dei cambi, la moneta va dove riceve un rendimento più elevato”, fa notare poi Thomas Goggins, gestore del John Hancock Strategic Income Fund, in un’intervista telefonica per Bloomberg. Da segnalare tra l’altro che, a parte il rialzo pari al 4,1% dallo scorso 29 aprile, lo US Dollar Index – che misura la performance del biglietto verde contro sei valute – è in flessione del 12% rispetto all’ultimo anno. Lo scorso 29 aprile, inoltre, il biglietto verde ha testato il livello più basso in tre anni.