Società

DOLLARO:
UN ‘CONUNDRUM’
IN CHIAVE FOREX

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*Antonio Cesarano e’ il Responsabile Desk Market Research di MPS Finance. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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Continua il recupero del Dollaro che verso l’Euro ha raggiunto i livelli minimi degli ultimi 2 mesi a quota 1,2770. Tutto ciò malgrado il nuovo record del deficit commerciale, i dati sulle vendite al dettaglio al di sotto delle attese e la pubblicazione delle minute del Fomc del 22 marzo che hanno lasciato propendere verso l’ipotesi di un proseguimento dell’approccio graduale da parte della Fed.

Cosa sta intensificando quello che potrebbe essere definito (prendendo spunto da quanto dichiarato da Greenspan in tema di tassi) un “enigma” (conundrum) in chiave forex?

Segnaliamo le ragioni principali che stanno determinando l’andamento delle ultime giornate:

1) la contrazione del differenziale dei tassi Usa-Euro dopo la rassicurazione di una Fed non in procinto di accelerare la fase di rialzo dei tassi. In sostanza i Treasuries, in presenza di una crescita Usa meno sostenuta rispetto a quanto finora atteso con una Fed per ora non aggressiva sui tassi, rende appetibile l’investimento in bond Usa alimentando la domanda di Dollari;

2) le continue pesanti revisioni al ribasso delle stime di crescita in Europa, ultima delle quali quella congiunta di 3 istituti di ricerca europei (Ifo, Insee e Isae) che ha stimato la variazione media del pil 2005 a 1,4% con rischi di revisione al ribasso;

3) l’avvicinarsi del temuto referendum francese sulla carta costituzionale del 29 maggio p.v. dove gli ultimi sondaggi danno in vantaggio il fronte del no;

4) l’allontanarsi nel breve della possibilità di rivalutazione dello Yuan in seguito all’inasprirsi anche delle posizioni Usa contro la Cina. Gli Usa stanno prendendo in esame la possibilità di introduzione di dazi sulle importazioni cinesi e la Cina ha comunicato che non prenderà parte al prossimo G-7 che si terrà a Washington domani e sabato, così come era accaduto negli ultimi due incontri anche se solo in veste di osservatore;

5) voci di riduzione delle posizioni che puntavano ad un indebolimento del Dollaro da parte di Warren Buffet pari lo scorso anno a circa 21Mld$.

Con riferimento alle ragioni indicate occorre rilevare quanto segue:

1) l’apprezzamento dell’Euro legato al parziale riaggiustamento del differenziale dei tassi alla luce di una revisione della view su crescita e Fed potrebbe portare ad una fase di apprezzamento di breve durata;

2) più rilevante potrebbe essere nel mese di maggio l’attenzione rivolta al citato referendum con possibilità di ulteriore accelerazione della fase di riduzione dello spread Usa-Euro, che potrebbe impattare sulle scelte di asset allocation geografica sul mercato obbligazionario impattando di riflesso anche sul forex e beneficiando il Dollaro.

Al momento ribadiamo l’importanza della tenuta del livello di 1,27. Dopo l’andata di revisioni di stime sulla crescita dell’area Euro infatti l’attenzione potrebbe spostarsi su revisioni (anche se più contenute) di analogo segno per la crescita Usa. Il citato referendum francese di fine maggio aumenta però complessivamente i rischi di una estensione della fase di apprezzamento del Dollaro.