Dollari carta straccia, rendimento ormai inesistente

2 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Non possiamo che esordire con un titolo di questo tipo nel momento in cui l’indice azionario più importante a livello globale mette a segno nuovi massimi storici arrivando alla quotazione di oltre 1.979 punti, sempre più vicino ormai a quella soglia dei 2mila punti che appare ancor di più un traguardo psicologico raggiungibile. Pochi altri per la verità i movimenti ad esso correlati, in uno scenario che rispetto a ieri è tornato a confondersi dal punto di vista delle correlazioni intra ed inter market.

Le Borse

Come descriviamo ormai da tempo, vanno compiuti degli opportuni distinguo quando ci si riferisce ai listini azionari. Quelli americani, su tutti S&P500 e Dow Jones, ed in secondo luogo il Nasdaq, si trovano su massimi storici all’interno di un costante percorso di crescita che dura ormai dall’introduzione delle prime misure di allentamento quantitativo e sono tutt’ora sostenuti dall’enorme liquidità immessa in circolazione in particolare dalla Federal Reserve.

A dispetto dunque della congiuntura economica globale, delle varie dinamiche settoriali, delle politiche e dei piani industriali e delle strutture dei conti delle aziende, la facile reperibilità di dollari USA il cui rendimento è pressochè inesistente (volutamente sintetizziamo) ha permesso il vero e proprio gonfiamento del prezzo delle azioni che appare di fatto inarrestabile nel momento in cui ancora sono in piedi le misure di iniezione di denaro nel sistema e i tassi di interesse restano radenti lo zero. Questi i fatti.

Certo, la costante mancanza dal lato dell’offerta rende di fatto le salite sempre meno importanti ed i volumi appaiono sempre più scarichi, ma l’eccesso di domanda continua di fatto ad alimentare i prezzi e lo farà probabilmente fino a che le due condizioni appena accennate non muteranno in maniera più decisiva di quanto non sia successo finora.

Null’altro potrebbe infatti cambiare le aspettative di operatori che continuano a comprare in barba ai fondamentali e di istituzionali che perdurano nel loro processo di distribuzione fino a che evidentemente riterranno che i prezzi possano crescere per poi procedere ad ampi alleggerimenti dei propri portafogli.

Le condizioni affinchè ciò avvenga non sembrano ancora così vicine e operativamente vale la pena ancora muoversi attraverso due binari principali: il primo è quello di fare del rapporto rischio/rendimento un elemento imprescindibile prima di entrare in posizione, il che vuol dire tracciare correttamente i livelli statici di prezzo e le confluenze grafiche (livelli statici + livelli dinamici, medie mobili, ecc…) al fine di operare esclusivamente su quei punti perché è da li che vanno ad innescarsi i più significativi livelli di prezzo.

In secondo luogo agire ancora in sintonia con il trend, perché è quello che ha pagato, che paga e che verosimilmente pagherà; è vero sicuramente che nel breve e con un ottimo timing, anche le operazioni in controtrend possono risultare profittevoli, ma perché perdere un alleato come il trend ed un altro come il tempo per vedere i movimenti importanti svilupparsi?

Vicini al giovedì di fuoco

Domani sarà un giorno piuttosto singolare per i mercati finanziari, in quanto due tra i più importanti market mover che solitamente si articolano nella medesima prima settimana del mese a giorni consecutivi, saranno invece praticamente contemporanei. Domani infatti sono previste le decisioni della Banca Centrale Europea alle 13.45 alle quali seguirà la Press Conference del Presidente Mario Draghi alle 14.30, ora in cui verranno anche pubblicati i dati sul lavoro negli Stati Uniti e quindi i famosi Non Farm Payrolls e il Tasso di Disoccupazione; vista la festività americana dell’Indipendence Day del 4 Luglio, la release è stata infatti anticipata di un giorno. La concomitanza di eventi, oltre che essere storica, rappresenta potenzialmente una vera e propria bomba per i mercati, per giunta in un periodo caratterizzato da una volatilità ancora stagnante.

La prima considerazione va fatta proprio in merito a quest’ultimo e fondamentale fattore che caratterizza i mercati finanziari: la volatilità. Verosimilmente domani potrà manifestarsi in maniera violenta e nel contempo oggi farlo molto meno per un giorno che potrebbe rivelarsi relativamente calmo dal punto di vista delle escursioni di prezzo, a maggior ragione se si tiene in considerazione che il calendario macroeconomico non presenta oggi appuntamenti di rilievo. Entrando appena più nel merito, e naturalmente lo faremo meglio domani in questa sede, mentre per quello che riguarda i dati USA poco si può dire in quanto si tratta di dati secchi e come tali imprevedibili, nel caso della BCE possiamo spingerci e propendere maggiormente per la tesi del non-evento.

Dopo l’ampio pacchetto di misure di Giugno che ha visto il taglio dei tassi e l’implementazione di nuove misure di iniezione di liquidità al sistema bancario, Draghi verosimilmente fornirà chiarimenti più precisi sulla struttura delle nuove misure e naturalmente si mostrerà attendista rispetto ai tempi necessari affinchè esse impattino nel sistema reale. Più interessante sarà capire come il Governatore si pronuncerà sull’Inflazione dell’Eurozona la cui release di lunedì ha mostrato una situazione di stallo (appena in crescita il dato core) e le cui aspettative sono ancora al ribasso. Non particolari dunque i rischi per il valore dell’euro, in un giovedì che potrebbe essere dunque dominato dai dati Usa e dalle dinamiche dollaro-centriche. Ma domani approfondiremo.

QUADRO TECNICO

EurUsd: fase ancora di stallo per il cambio che ha senz’altro il pregio di fornire un preciso livello di resistenza statica corrispondente alla soglia psicologica di 1,37, così come una discreta area di supporto passante a 1,3660 che su time frame a 4 ore si palesa come ottima confluenza grafica con il passaggio della media mobile esponenziale a 21 periodi. Poche le indicazioni invece dall’analisi volumetrica, il che ci permette l’esclusivo focus sul prezzo con l’idea di aspettare proprio il livello suddetto per pensare di ricomprare e di riguardare a 1,3680 prima e ai massimi a 1,37 poi. Break di questo livello individuano naturalmente l’1,3730 come livello di approdo ma, come detto pocanzi, meno probabile sarà assistere ad un movimento di questo tipo. Decisamente da ponderare con attenzione le vendite sotto 1,3660 nel momento in cui l’incontro con il successivo supporto a 1,3640 potrebbe limitare molto il rapporto rischio/rendimento.

UsdJpy: la chiusura daily vista ieri rappresenta di fatto quello che si può definire un minimo di breve termine, il che vuol dire un pattern rialzista. Sul grafico a 4 ore ora è l’area di 101,50/55 a fare da supporto, con livello statico e media mobile a 21 periodi transitante proprio su questo livello. Possibile dunque nel breve assistere al test di quest’area per ripartenze in direzione 101,75/85. Sensati sarebbero invece gli ingressi in vendita sotto 101,50, auspicabilmente sotto il livello del pivot daily, per ripuntare all’area dei minimi a 101,25.

EurJpy: partendo anche qui da un time frame giornaliero, è di grande interesse l’area compresa tra 138,80 e 139,10 in quanto importanti sono i livelli statici presenti così come il passaggio delle medie mobili a 21 e 200 periodi (semplice). Scendendo di orizzonte temporale, ancora appaiono convenienti gli acquisti a 138,80 proprio in direzione 139,15 con l’idea di mettere stop in pari ed attendere potenziali rotture fino a 139,45. Uno stop loss vicino permette dei rapidi reverse verso 138,65 (subito trailing stop) e primo target a 138,50.

GbpUsd: grande forza ancora della sterlina, spinta ieri dal buon dato sul PMI dei Purchasing Managers. I livelli continuano ad essere di portata storica e relativi al 2008 se si ricercano simili punti nel passato. Se non evidenziando dei volumi in decrescita sulla salita, pochi sono gli spunti in ottica di vendita pure da questi livelli. La media mobile esponenziale a 21 periodi sul grafico orario appare ottima nel fornire livelli di re-ingresso long per nuovi massimi sopra 1,7165 in direzione 1,72, con stop appena sotto il pivot daily in area 1,7125/30. 1,7115 in ogni caso il supporto successivo per ricomprare. Solo sotto questo livello appaiono più sensate le vendite verso 1,7065.

AudUsd: grande forza di australiano vista ieri, nell’ambito di quel processo di riaccumulazione del quale abbiamo parlato nelle settimane scorse. Violento invece il ribasso di questa notte sui dati negativi relativi alla bilancia commerciale australiana. La long white daily di ieri potrebbe trovare conferma laddove le chisure odierne dovessero risultare vicino ai massimi; potente sarebbe il segnale long per i prossimi giorni. Ad ora il bearish engulfing ben visibile su 8 ore suggerisce short possibili fino a 0,9440 che potrebbe essere un punto di riacquisto ancora una volta verso 0,9460 in primo luogo. Short importanti sono da contemplare al di sotto di 0,9430 fino al quale è corretto tecnicamente privilegiare ingressi in acquisto.

Ger30 (Dax): forte segnale di forza quello fornito ieri dal Dax il quale evidenzia una forte area di supporto tra 9.880 e 9.905 per ripartenze verso 9.925 e 9.950. Ideale il primo dei due livelli inizialmente menzionati per compare l’indice dato l’ottimo RR. Una discesa oltre 9.875 sarebbe da ponderare in ottica di vendita verso 9.830.

XauUsd (Oro): oro che resta intrappolato ancora tra i massimi a 1.331 e il supporto a 1.325. Il grafico a 8 ore risulta chiaro e il posizionamento della media 21 su questo time frame appare estremamente indicativo ed evidenzia i livelli di 1.318 e 1.322 come punti di ripartenza rialzista. Attenzione dunque agli strappi di volatilità al rialzo fino a 1.341.

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