Dl Sviluppo, governo ammette: “non ci sono i soldi”

18 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – I soldi per il decreto sviluppo ”non ci sono, dobbiamo inventarci qualcosa”. Silvio Berlusconi fa sapere che su questo “e’ in corso una riflessione” e che sull’argomento alle 19 ”ci sarà una riunione con tecnici e ministri che andrà avanti fino a notte fonda”.

A chi gli chiedeva se fosse favorevole alla patrimoniale come misura per reperire i fondi per il dl ha detto di essere personalmente ”contrario ma – ha proseguito – non mi sento in questo momento di esprimermi su altre opinioni della maggioranza”. Il Cavaliere ha quindi spiegato che ”non c’e’ nessuna fretta” e che “il provvedimento sarà varato quando il testo sarà convincente”, ossia ”di stimolo a sviluppo e crescita”, ha aggiunto.

Berlusconi ha affrontato anche la questione della successione di Draghi alla Banca d’Italia. “I tempi saranno brevi”, ha affermato il premier, ma “la decisione non è stata presa perché ci sono ancora dei problemi da risolvere. Ne stiamo parlando e arriveremo ad una decisione che sarà presa nel solco dell’equilibrio e del consenso”. Spunta il nome di Lorenzo Bini Smaghi, membro del board della Bce. Il Cavaliere annuncia che l’economista “e’ una personalità nel novero dei candidati”.

Su Bankitalia e’ intervenuto anche il leader della Lega Umberto Bossi. “Tra pochi giorni bisognerà votare”, ha detto. Deciderà Berlusconi? “Si, con tutti”, ha risposto il Senatur, dicendosi ancora a favore di Grilli: “Dopo tanti romani – ha aggiunto – mettiamo un milanese”.

Berlusconi ha parlato anche della riforma della legge elettorale, sostenendo che ”non è una priorità, non è il problema principale, ma credo che si possa cambiare prima di arrivare al referendum. La legge è stata definita male da Calderoli perché per quanto riguarda il premio di maggioranza questo ci fu imposto dal presidente della Repubblica di allora. Se i cittadini vogliono che si rimettano le preferenze per la scelta dei candidati non abbiamo nulla in contrario”. Parlando proprio del referendum il presidente del Consiglio ha aggiunto: “Non credo che ci sia bisogno di arrivare al referendum, la legge può essere cambiata prima”.

LETTERA DELLE IMPRESE A BERLUSCONI: TEMPO SCADUTO – “La situazione è sempre più difficile, la fiducia nel nostro Paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell’Italia”, scrivono le associazioni delle imprese in una lettera al premier Silvio Berlusconi. “L’Italia ha mezzi e risorse per risalire la china ma il tempo è scaduto”.

Il nuovo appello firmato da Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle cooperative, Abi e Ania giunge a pochi giorni di distanza dalla presentazione in un ‘Manifesto delle Imprese’, di “proposte tese a favorire la sostenibilità del debito pubblico nel medio periodo e la ripresa economica del nostro Paese”. Ad oggi, affermano le stesse organizzazioni, “nessuna reazione concreta è seguita da parte del Governo e nessun dialogo è stato aperto”. “Il ritardo che stiamo accumulando – incalzano – sul fronte del rilancio della crescita e della credibilità sta costando moltissimo in termini di occupazione, valore dei beni e dei risparmi delle famiglie, investimenti e valore delle imprese”.

E’ allora di “fondamentale importanza che il Decreto sviluppo contenga misure strutturali, concrete e credibili, che diano un chiaro segnale di inversione di marcia, in assenza rischierebbero di essere vanificati gli sforzi fatti fino ad oggi in ordine alla tenuta dei conti pubblici. Il nostro – dicono – è un appello forte al fare: con unità di intenti è possibile superare una fase difficile. Confidiamo che il Suo Governo voglia realizzare le iniziative necessarie e adeguate alla gravità del momento”. Le imprese industriali, le imprese artigianali, commerciali e dei servizi, le imprese cooperative, le imprese bancarie e assicurative “stanno facendo del loro meglio – concludono – per passare attraverso l’attuale difficile contingenza, ma solo nel contesto di un efficace piano integrato e condiviso di rilancio del Paese questi sforzi non verranno vanificati”.