Divario salari-prezzi: record dal ’95

26 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2011 aumentano dell’1,8% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che si tratta della crescita media annua piu’ bassa dal 1999.

Rispetto al 2010, quando la crescita delle retribuzioni contrattuali orarie si era attestata al 2,2%, la frenata registrata nel 2011 e’, quindi, forte. Guardando ai diversi settori, aumenti significativamente superiori alla media si registrano per i comparti ‘militari-difesa’ (3,3%), ‘forze dell’ordine’ (3,1%), ‘gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi’ (3,0%).

Mentre le variazioni piu’ contenute interessano ‘ministeri’ e ‘scuola’ (per entrambi l’aumento e’ dello 0,2%), ‘regioni e autonomie locali’ e ‘servizio sanitario nazionale’ (0,3% in ambedue i casi).

RETRIBUZIONI DICEMBRE +1,4% ANNO, PEGGIO DA ’99 – Le retribuzioni contrattuali orarie a dicembre restano ferme su novembre mentre aumentano dell’1,4% su base annua. Lo rileva l’Istat, aggiungendo che il valore tendenziale e’ il piu’ basso dal marzo del 1999.

DIVARIO SALARI-PREZZI SEGNA RECORD DA ’95 – A dicembre la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, ha toccato una differenza pari a 1,9 punti percentuali. Si tratta del divario più alto dall’agosto del 1995. Lo rileva l’Istat.

Quanto al 2011, fa sapere sempre l’Istat, la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e il livello d’inflazione (+2,8%) raggiunge un divario pari a 1 punto percentuale, anche in questo caso si tratta dello scarto più forte dal 1995.

ISTAT; ATTESA RINNOVO SUPERA I DUE ANNI – E’ notevolmente salita la media dei mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto. A dicembre 2011 l’attesa, infatti, supera la soglia dei due anni (24,9 mesi) in aumento rispetto allo stesso mese del 2010 (14,5). Lo rileva l’Istat.