Disoccupazione: CISL, dati Istat ed Eurostat mostrano tendenze preoccupanti

31 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – “I dati Istat ed Eurostat sulla disoccupazione a luglio diffusi oggi, pur segnalando una sostanziale stabilità ed una situazione meno grave rispetto a molti paesi europei, mostrano tendenze preoccupanti, in particolare il fatto che la ripresa produttiva, in atto ormai da alcuni mesi non si traduce in aumento dell’occupazione”. Lo sostiene in una nota il Segretario Confederale della Cisl Giorgio Santini commentando i dati Istat sull’occupazione diffusi oggi. “Anzi, la disoccupazione femminile riprende a crescere – sottolinea il sindacalista – e quella giovanile, pur in leggero miglioramento, permane su livelli elevati e nel contempo si registra il record assoluto di persone inattive e scoraggiate, insieme alla ripresa della cassa integrazione straordinaria a luglio. Molti posti di lavoro persi nella crisi – puntualizza – non saranno recuperabili se non si rafforzano le politiche per l’occupabilità e gli interventi di formazione e ricollocazione personalizzate. Il rischio è che il posto di lavoro non venga perso solo dai lavoratori delle aziende in crisi, ma che si brucino anche opportunità occupazionali in aziende sane”. “E’ pertanto necessario che il Piano triennale per il lavoro proposto dal Governo venga declinato anche nel breve periodo con un programma di interventi per agganciare l’occupazione alla ripresa produttiva. In particolare – aggiunge Santini – vanno incentivati strumenti come apprendistato e part-time per favorire l’occupazione femminile e giovanile, va introdotto il credito d’imposta per le nuove assunzioni al Sud, vanno realizzate politiche di reimpiego utilizzando la riqualificazione professionale per cogliere tutte le nuove opportunità di lavoro, che una recente analisi Excelsior ha quantificato in oltre 140.000 posti di lavoro per i quali è difficile reperire lavoratori ( competenze tecnico-professionali, servizi, assistenza alle persone)”. “L’esperienza di questi mesi – conclude il Segretario Confederale della Cisl – dimostra come le azioni più efficaci siano quelle in cui esiste un reale sforzo di messa in rete tra servizi per il lavoro pubblici e privati con un ruolo attivo delle parti sociali e della bilateralità. E’ necessario, pertanto, uno sforzo condiviso per fare di più per uscire dalla crisi e per rafforzare strutturalmente tutte le opportunità nel nostro mercato del lavoro.