DISNEY: LA HOUSE OF MOUSE APRE LE PORTE A NEMO

25 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

L’accordo tra il colosso dell’entertainment Disney e lo studio di animazione cinematografica Pixar ha messo fine ad una travagliata serie di eventi e circostanze che piu’ volte avevano rischiato di far saltare il rapporto di collaborazione esistente tra le due societa’ da piu’ di dieci anni.

I dubbi che la partnership potesse concludersi entro l’anno, in seguito al rilascio del film “Cars”, atteso per il mese di giugno, si erano intensificati con la mancata intesa su una possibile estensione del rapporto lavorativo.

Negli ultimi anni, era venuta a mancare l’armonia tra i due gruppi per incomprensioni nate tra l’allora amministratore delegato di Disney, Michael Eisner, e il presidente dello studio cinematografico Steve Jobs, il genio che ha fondato Apple Computer. Con la fine dell’”era” Eisner, dimessosi lo scorso anno, Bob Iger, nuovo CEO di Disney, aveva promesso il recupero del rapporto con l’amico di vecchia data, Steve Jobs per l’appunto.

Anche perche’ l’avvio di una nuova collaborazione di Pixar con una delle rivali di Disney, tra cui Time Warner e News Corp, avrebbe potuto rappresentare un serio problema per la societa’, che sarebbe risultata inevitabilmente indebolita e meno competitiva.

Negli ultimi anni in cui Eisner e’ stato alla guida del gruppo, la “casa di Topolino” ha passato difficili momenti, confermati dalle fiacche performance dei parchi tematici e dalla mancanza di capolavori che potessero ripetere i successi registrati nei primi anni ’90 con titoli come “La Bella e la Bestia” o “Il Re Leone”, campioni d’incassi ai botteghini e galline dalle uova d’oro sul fronte merchandising.

L’unione tra la tradizionale semplicita’ del gruppo e l’innovazione tecnologica di Pixar potrebbe essere il fattore principale in grado di resuscitare la passione e l’interesse del pubblico per i film d’animazione di un certo livello targati Walt Disney.

Iger ha dichiarato che sara’ fondamentale proteggere la filosofia di Pixar e permettere la continuazione della propria “cultura”, che fino a questo momento ha rappresentato la base del proprio successo. Ha aggiunto che nel momento in cui qualsiasi societa’ viene acquisita, il morale e la creativita’ dei propri componenti ne possono soffrire. Il fatto che alcuni direttori artistici ed esecutivi di Pixar abbiano un passato in casa Disney puo’ facilitare senza dubbio l’unione. Non stupisce quindi che John Lasseter, una volta animatore Disney ed ultimamente creatore esecutivo di Pixar, rivestira’ il duplice ruolo di responsabile dello studio d’animazione e consulente dell’unita’ logistica dei parchi divertimento.

Le premesse appaiono buone e la societa’ sembra intenzionata a far risplendere il “magico mondo” di Topolino. Sara’ quindi molto interessante seguire le future mosse del gruppo, soprattutto sul campo cinematografico, in cui la lotta con Dreamworks si preannuncia assai “animata”.