Dimenticate la Corea del Nord, questa è la crisi politica che preoccupa gli analisti

17 Agosto 2017, di Mariangela Tessa

Dimenticate la Corea del Nord. Il vero pericolo nell’area asiatica arriva dalla crisi delle relazioni tra Cina e India.  Ne sono convinti numerosi analisti politici, in seguito all’acuirsi delle tensioni sul confine dell’Himalaya.

Ieri i soldati cinesi e indiani si sono fronteggiati in uno scontro a fuoco al confine Himalayano conteso da decenni. L’episodio rischia di aggravare le tensioni tra i due paesi che sono già ai ferri corti per la disputa su un pezzo di terra lungo il confine himalayano tra la Cina, lo stato indiano del Sikkim e il Bhutan.

Sull’altopiano dell’Himalaya i due eserciti si confrontano da giugno di quest’anno. L’India accusa Pechino di voler costruire una strada nella regione contesa del Buthan e di violare così gli accordi bilaterali.

“Entrambe le parti rischiano di dove fronteggiare conseguenze economiche enormi, se questa situazione dovesse trasformarsi in una vera guerra”, dicono Shailesh Kumar Asia e Kelsey Broderick della società di consulenza Eurasia Group.

Per Gareth Price, ricercatore senior presso Chatham House, la controversia riflette il tentativo della Cina di affermare la sua egemonia nell’area. “La Cina (vuole) per entrare potere egemonico primario” nella regione, ha detto, ma in questa sfida l’India e “vuole essere trattato da pari a pari.”

Seoul intanto getta acqua sul fuoco sulla crisi tra Corea del Nord- Stati Uniti. Ieri il presidente presidente sudcoreano, Moon Jae-In ha detto che non ci sarà nessuna guerra nella penisola coreana, perché la Corea del Sud può contare su un veto “de facto” su ogni azione militare che gli Stati Uniti potrebbero decidere in reazione alle ambizioni nucleari di Pyongyang.

Le tensioni non smettono di aumentare da quando la Corea del Nord ha sperimentato, lo scorso mese, due missili balistici intercontinentali (Icbm), la gittata dei quali è in grado di raggiungere il territorio americano. La Corea del Nord ha minacciato la scorsa settimana il lancio di missili in prossimità del territorio americano di Guam, nel Pacifico, anche se Pyongyang sembra aver momentaneamente accantonato questo proposito.

Una guerra di parole che fa temere un errore di calcolo dalle conseguenze potenzialmente catastrofiche. Seoul e i suoi milioni di abitanti sono alla portata per le notevoli forze di artiglieria di Pyongyang. Ma Moon ha dichiarato che “impedirà la guerra a ogni costo”.