Dietrofront euro: pericoli di nuovi forti ribassi

10 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

(WSI)- Eccoci qui a commentare la prima settimana di trading dell’anno. Un breve riassunto per i più fortunati che riescono a ritornare sul pezzo oggi, dopo meritate vacanze, è doveroso. Siamo partiti con delle belle salite sull’azionario, seguite da una fase laterale che ha comunque permesso di salvaguardare i guadagni fatti segnare, indice di un buon livello di fiducia da parte degli investitori, fiducia rivolata alla maggior parte delle piazze azionarie.

Abbiamo assistito anche a delle grosse prese di profitto sulle commodities, che hanno spinto la quotazione dell’oro molto ai test degli importanti livelli di supporto, rappresentati da 1.350,00/1360,00, l’argento vicino all’altrettanto importante 28.00 ed il petrolio all’attacco di 87.50.

Venerdì sono stati rilasciati i dati sui Non Farm Payrolls, che dopo i buonissimi ADP di mercoledì, hanno lasciato il mercato un po’ perplesso: la rilevazione ha mostrato un risultato positivo, seppur le attese erano superiori.

103mila i posti di lavoro creati, contro aspettative che si muovevano tra 140mila e 200mila (il consensus era addirittura stato rivisto dopo l’ADP), e revisione a rialzo del dato precedente, a 71.000 nuove buste paga. L’impatto sul dollaro è stato sostanzialmente neutro contro la maggior parte delle divise, cosa che non è successa contro l’euro, che ha raggiunto, come vedremo, quota 1.2900.

Questo movimento però, non è da attribuire a forza di dollari, bensì a debolezza di euro, riscontrabile anche dal movimento della bilancia che serve a valutare, in queste fasi, quali siano le aspettative di mercato riguardo alla moneta unica, ovvero dall’EurChf.

I timori legati ai debiti sovrani la stanno facendo ancora da padrone e sembra che essi siano di giorno in giorno più forti. Adesso occorrerà valutare un mix di fattori, di settimana in settimana, per chiarirci le idee su quello che potrebbe essere il mercato, che, allo stato dell’arte attuale vede euro giù, dollari in potenziale ripresa, yen che salgono sulla potenziale rivalutazione dello yuan, sterlina in difficoltà e commodity currencies (Aud e Cad in testa) in discesa.

EurUsd – grafico giornaliero

Cominciamo ora la sezione di analisi tecnica, notando come, dopo la rottura dell’importante livello di 1.3085 e dopo il completamento del ritracciamento di Fibonacci segnalato la settimana scorsa siamo andati all’attacco dell’importantissima area tra 1.2950 e 1.2975, che sembra aver ceduto definitivamente il passo ad una possibile salita del dollaro americano.

Tale area infatti, individuabile su un grafico giornaliero, dove abbiamo assistito ad una concentrazione di minimi sul finire dello scorso novembre, in grado di frenare la discesa da 1.4250 e di far cambiare direzione al mercato, rappresentava l’ultimo baluardo in grado di frenare la strada dell’eurodollaro, che ora sembra impostato verso area 1.2600. Per assistere ad una ripresa della quotazione dobbiamo chiaramente riportarci sopra 1.3000, ma il livello importante da considerare, rimane 1.3085.

Per quanto concerne il UsdJpy, vediamo su un grafico orario come sia stata rotta la trendline ascendente disegnata a partire dal primo giorno lavorativo dell’anno, ed ora è possibile assistere ad una fase laterale di attesa fino a quando non verranno rotti i livelli di 82.70/83.00 a ribasso, area individuata la scorsa settimana come supporto per vedere le quotazione a 84.50 e 83.70 a rialzo, per poter vedere dei valori più alti per il dollaro americano. In caso di rottura a ribasso l’area di arrivo sarà 82.00.

L’euroyen, sulla discesa dell’eurodollaro, è riuscito a portarsi al di sotto del livello di supporto a 107.50, che ora diventa l’area da controllare per valutare potenziali riprese dell’euro. Rotto anche 107.30, bel minimo fatto segnare lo scorso giugno, che era riuscito a far risalire il cambio oltre 114 figura.

L’area di potenziale obiettivo per la quotazione diventa ora 106.00, con potenziali escursioni verso 105.50, minimi degli ultimi 10 anni. Se arriveremo a quel livello si giocherà la partita che, come detto, in caso di continua discesa dell’euro a causa dei timori esplicitati in queste ultime settimane, potrà vedere lo yen segnare molti punti a proprio favore.

Rimane invariata, a nostro avviso, la situazione tecnica sul cable. Il punto da tenere sotto controllo rimane 1.5550, ance se dobbiamo rivisitare il livello di supporto da 1.5450 a 1.5400. Se il mercato di Londra dovesse fare una partenza relativamente calma, allora sarà possibile mantenersi tra 1.5450 e 1.5550.

Il triangolo individuato sulla GbpJpy venerdì ci ha dato parziali soddisfazioni, riuscendo a proiettare il cambio soltanto a 129.40, mancando gli obiettivi in area 130.00, ed avendo fatto rischiare di saltare gli stop protettivi di chi ha individuato questa figura tecnica, posti sotto il punto di partenza della linea inferiore della figura, sulla pubblicazione dei NFP.

Questo testimonia il fatto che il mercato sia molto nervoso e che la volatilità rimane alta, ed ora ci troviamo in una fase laterale compresa in una figura (tra 128.40 e 129.40), molto insolita per il cambio in esame vista la sua volatilità. E’ d’uopo dunque aspettarsi degli aumenti di volatilità che potrebbero portare i prezzi a 130.00 in caso di rottura rialzista, ed a 127.00, importantissima area di supporto in caso in cui si verificasse il contrario.

Per quanto concerne il dollaro canadese nei confronti del greenback, continua la fase laterale tra 0.9900 e 1.0025. Interessantissimo notare come nel momento in cui ci siamo avvicinati alla parità, le forti pressioni ribassiste ipotizzate venerdì si siano fatte sentire anche più di quello che ci si aspettava. L’escursione oltre l’1.0000, tipica in casi come questo a causa della presenza di molti stop protettivi di chi è lungo di dollari americani, è stata soltanto di 5 pips, a testimonianza del fatto che i tentativi di difesa di tale livello siano, al momento, molto forti.

Riduzione di volatilità sul dollaro australiano, dopo la forte discesa verificatasi in questa settimana. Ci troviamo ora di fronte ad un triangolo ribassista in formazione, individuabile su un grafico orario, che rimarrà valido per tutta la giornata di oggi e che se vedesse la rottura e della linea inferiore e di 0.9900 (coincidente tra l’altro con il 50% del ritracciamento di Fibonacci tracciato sul movimento rialzista da 0.9540), aprirebbe le strade verso 0.9800.

Terminiamo anche questa mattina con il franco svizzero che, contro euro è riuscito a portarsi sotto quota 1.2500 e che ora andrà all’attacco dei minimi storici a 1.2400 (1.23997 per la precisione). Se il sentiment di mercato rimarrà questo, sarà soltanto questione di tempo per assistere ad una loro rottura.

In tal caso gli obiettivi iniziali possono essere stimati in 1.2000. Contro il dollaro americano invece, continua la fase laterale cominciata giovedì e questo ci fa capire come, attualmente, il movimento visto sul cugino EurChf sia sostanzialmente indice di debolezza di euro. 0.9600 e 0.9700 i confini da tenere sott’occhio.

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