DIESEL, A UN MANAGER I JEANS DI ROSSO

16 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Renzo Rosso l’aveva preannunciato un anno fa: il mio futuro sarà in Only the brave, nella holding di famiglia, non in Diesel. Ma la crisi che ha colpito i mercati di tutto il mondo richiede risposte veloci e così il progetto di riorganizzazione che Rosso aveva avviato lo scorso anno, e che avrebbe dovuto concludersi in tre-quattro anni, ha preso un ritmo più accelerato. Tanto che prima dell’estate, Diesel avrà un nuovo amministratore delegato. E sarà un esterno.

Marina Tosin, lo storico braccio destro di Rosso, e lo stesso inventore di Diesel, si concentreranno sulla holding, Only The Brave: Tosin sarà l’amministratore delegato di gruppo, Renzo Rosso il presidente. Cariche, queste, che ricoprono anche oggi, ma che avranno un valore diverso dopo la riorganizzazione per il ruolo centrale della holding.
Rosso resterà presidente delle principali società del gruppo e continuerà a dedicarsi ai grandi progetti strategici.

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Rinnovamento

Per Diesel si profila un periodo di cambiamenti importanti.
Un nuovo amministratore delegato esterno (il nome si conoscerà nelle prossime settimane), non uno dei figli di Rosso: «Non ho ancora fatto riflessioni su questo tema, i miei sei figli sono molto giovani », dice l’imprenditore. I due maggiori lavorano nel gruppo e hanno una piccola quota. Andrea, 31 anni, guida 55Dsl; Stefano, 29, siede nei cda di Only the brave (dove ha sostituito Andrea), di Diesel e di 55 Dsl.

Diesel è l’azienda-simbolo, perché è da lì che è partita «l’avventura» di Rosso e perché con 1,138 milioni di ricavi (+10,9%) e 99,6 milioni di utili netti (-10,9%, dati 2007, ultimi disponibili) rappresenta la gran parte di Only the brave (1,3 miliardi, utili per 108,4 milioni). «Sono sempre stato dell’idea che squadra che vince si cambia – dice Rosso – È importante riuscire a portare nuovi saperi dentro un’azienda e farli convivere con chi ha la memoria storica. Portano nuove energie». Obiettivo della riorganizzazione è quella di dare vita a «un gruppo veloce, snello, dove le decisioni si possano prendere con rapidità. Non è più il tempo delle strutture elefantiache. Noi oggi siamo diventati molto grandi, abbiamo diverse unità di business ed è diventato difficile prendere decisioni in velocità.

Vogliamo avere un sistema più fluido. Per questo insieme al nostro amministratore delegato Marina Tosin e con il contributo di consulenti stiamo per varare un nuovo assetto organizzativo e societario. È un momento molto creativo, tra un anno faremo qualcosa di super-cool – continua Rosso Siamo sempre stati innovatori, siamo stati i primi a inserire manager provenienti da aziende come Procter o Disney».

Il riordino toccherà anche l’area creativa. Questo pone un problema con Wibert Das, uno dei collaboratori storici della società di Molvena, entrato in Diesel nell’88: secondo fonti non ufficiali lascerà l’azienda in autunno e già si fanno i nomi del successore (come Andrea Cannelloni, ex Boss Orange). Rosso, però, smorza le voci di uscita di Das: «Wilbert ha un contratto in scadenza per fine anno e stiamo vedendo quale sarà il suo ruolo. In ogni caso non sarà sostituito, perché Diesel non avrà più un unico direttore creativo per tutte le linee».

Le trattative con Cavalli

Un ruolo sempre più centrale avrà Staff International, la società cui fanno capo le licenze di produzione e distribuzione di Sophia Kolosalaki, DSquared2, Martin Margiela, Vivenne Westwood e Diesel Denim Gallery. Nel 2007 ha avuto ricavi per 135,8 milioni (+21,4%) e utili per 13,3 milioni (+6,3%). È Staff che sta trattando con Roberto Cavalli. «Ci siamo incontrati – conferma Rosso – come ha incontrato altri, vedremo che cosa succede. Per quanto ci riguarda stiamo osservando attentamente il mercato, siamo contattati da diverse aziende perché siamo un’azienda unica, facciamo dal sartoriale al vintage al denim a carattere industriale.

Portare in casa una licenza come Cavalli o altro vuol dire portare a casa più fatturato, quindi più margini e maggiori possibilità di investimenti».

Il mercato oggi

Only the brave, dice Rosso, ha chiuso il 2008 con un +3% a cambi costanti e «un po’ meno » a cambi correnti, «comunque cresciamo e questo è l’importante ». L’inizio del 2009 è stato differenziato: «Abbiamo fatto un grande gennaio, sopra i budget, poi febbraio si è mangiato tutto gennaio, nelle ultime due settimane invece il mercato è ripartito. Sicuramente sentiamo meno la crisi del lusso, oggi il consumatore è più conscio dei problemi sociali, non vuole sperperi, credo che ci sarà un cambiamento profondo dei mercati nei prossimi anni».
Cavalli? «Ci siamo incontrati, vedremo. Stiamo osservando il mercato, siamo cercati da molti».

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