Dicembre inizia con i tori

1 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Quando manca un’ora e mezzo all’avvio delle contrattazioni i derivati sui principali indici della borsa americana viaggiano in rialzo, (vedi quotazioni a fondo pagina), preannunciando una partenza positiva.

L’andamento dei derivati e’ legato al rimbalzo dei listini europei che, almeno per ora, sembrano avere dimenticato le tensioni osservate nei giorni scorsi. La prova del nove arrivera’ con i dati macroeconomici americani. Prosegue positivo anche il trend delle piazze finanziarie del Vecchio Continente: il Ftse MIb sale dell’1.40%, Londra guadagna l’1.43%, Francoforte balza dell’1.83% e il listino migliore è ancora quello spagnolo che mette a segno un balzo del 3.18%.

Rassicurazioni arrivano da Bankitalia: “per quanto riguarda gli spread sui titoli del debito pubblico oggi sta andando meglio, le cose si sono tranquillizzate”. Lo ha detto il vice direttore generale di Palazzo Koch Ignazio Visco. “C’erano forti esagerazioni nelle reazioni dei mercati, una forte tendenza all’overshooting”, ha aggiunto Visco, sottolineando che “l’uscita da questa crisi vuol dire contenere il debito pubblico e soprattutto crescere”.

Piu’ cautela dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La situazione dei mercati finanziari è “indecifrabile” ed è quindi difficile fare previsioni sull’andamento nei prossimi giorni. Potrebbe esserci, ha spiegato Tremonti un fine settimana imprevedibile perché “la situazione è indecifrabile”.

Sul Ftse Mib si assiste soprattutto agli acquisti sui bancari e gli assicurativi che, dopo i ripetuti smobilizzi dei giorni scorsi, rialzano finalmente la testa. Occhio comunque agli assicurativi (che oggi assistono al balzo di Fondiaria-Sai), dopo che S&P in uno studio di settore ha rilevato che le compagnie italiane hanno una forte concentrazione di investimenti in titoli governativi italiani, e questo le rende particolarmente esposte al rischio di credito sovrano, con eventuali ripercussioni sui rating.

Non per niente, ieri i cds su Generali sono saliti alle stelle.

Inoltre, altra nota stonata, sui mercati sono circolate nelle ultime ore alcune indiscrezioni secondo le quali sempre l’agenzia di rating S&P potrebbe tagliare anche l’outlook della Francia.

In ogni caso, nella giornata di oggi, la prima di contrattazioni del mese di dicembre, il listino italiano, al pari delle altre principali borse del Vecchio Continente, viene sostenuto dal robusto dato della produzione industriale cinese, ma anche dal restringimento degli spread tra i bund e gli altri titoli di stato europei. E con la fine di novembre si guarda con speranza all’inizio del nuovo mese.

Tornando al calo dei differenziali, questo è stato alimentato da alcune dichiarazioni che il presidente della Bce Jean Claude Trichet ha rilasciato ieri, secondo le quali i leader europei potrebbero rafforzare la loro risposta al problema dei Piigs.

Riguardo all’Italia, in particolare, si riducono gli spread tra il Bund tedesco e il Btp decennale italiano che ieri avevano toccato il livello record dall’entrata dell’euro a 213 punti base. In apertura dei mercati il differenziale è tornato sotto i 200 punti.

Detto questo, proprio oggi un articolo del Financial Times ha affermato che l’Italia è sempre più vicina al vortice che ha inghiottito la Grecia e l’Irlanda .

Si riduce intanto anche il differenziale tra bund con i titoli analoghi di Spagna e Portogallo. Lo spread con il decennale spagnolo si riduce di 14 punti a 268 mentre quello portoghese si attesta a 422 con 8 punti in meno rispetto ai livelli di ieri.

In flessione anche i cds. Secondo i dati riportati da CMA e segnalati da Bloomberg, i cds per proteggersi dai bond italiani sono scesi di 29 punti base a 239, quelli relativi all’Irlanda sono diminuiti di 52 punti base a 554, quelli sulla Spagna sono calati di 30 punti base a 334 e quelli relativi al Portogallo sono arretrati di 49 punti base a 493. Da segnalare che i cds per coprirsi dal rischio default di tutti questi paesi avevano toccato nella giornata di ieri livelli record.

L’allentamento della tensione conforta così gli investitori che si riposizionano sull’azionario, tentando di lasciarsi alle spalle il brutto mese di novembre appena conclusosi. Attesa inoltre per la giornata di domani, quando la Bce potrebbe svelare nuove misure per salvare l’eurozona, o comunque dare suggerimenti. Finora Trichet non si è sbilanciato troppo sull’ ipotesi di emissioni di eurobond .

L’euro, insieme all’azionario, è tornato a salire oggi per la prima volta in quattro giorni. Rimane comunque molta volatilità sul mercato dei cambi e bisogna fare attenzione, riguardo al rapporto euro/dollaro, a importanti supporti.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, ifutures sul petrolio con consegna gennaio sono in rialzo dell’1.56% a quota $85.42 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro segna +0.69% a $1395.60 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in rialzo dello 0.93% a quota $1.3103.

Alle 14:00 (le 8:00 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 guadagna 12.30 0 punti (+12.30%) a quota 1191.90.

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ in rialzo di 18.50 punti (+0.87%) in area 2135.50.

Il contratto sull’indice Dow Jones sale di 109 punti a quota 11105 (+0.99%).