Di questo passo potremmo ritrovarci presto senza vino

30 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Sono molti i settori colpiti dalla crisi, uno di questi, forse tra i più inaspettati, è quello del vino.

L’anno scorso l’offerta globale di vino a malapena superava la domanda, come riporta la sezione di informazioni in materia economica dell’Atlantic, Quartz.

Continuando di questo ritmo si potrebbe arrivare ad una carenza mondiale. A riguardo, sul rapporto della Morgan Stanley che ha affrontato il tema, si può leggere proprio che: “I dati suggeriscono che ci può essere un’offerta insufficiente a soddisfare la domanda nei prossimi anni”.

Insomma, un problema serio. Così se da un lato abbiamo Paesi, come Stati Uniti e Cina, dove il consumo globale di vino negli ultimi anni è aumentato, quasi senza interruzione, ad eccezione di un breve periodo tra il 2008 e il 2009.

Dall’altro lato, la produzione mondiale tende al ribasso. Spagna, Francia e Italia, i tre Paesi che producono più vino, stanno soffrendo e dal 2001 hanno visto diminuire i propri vitigni.

In particolare bisogna anche notare come il 12% del consumo globale è degli americani, mentre i cinesi sono il quinto importatore al mondo.

Cosa accadrà quindi in futuro? Domanda difficile da rispondere, però si può intuire che se in Europa andrà avanti il declino intravisto negli ultimi anni, nonostante sia prodotto quasi il 60% del vino nel mondo, i nuovi mercati, e si prevede che per il 2016 Stati Uniti e Cina consumeranno 400 milioni di casse, dovranno iniziare a prodursene sempre di più.