Di Pietro, uomo di destra, finisce a sinistra con Vendola

10 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Si delineano gli schieramenti con cui si fronteggera’ il prossimo governo con presidente del consiglio incaricato Mario Monti. Il nuovo esecutivo potrebbe nascere nelle prossime ore con i voti della parte sana del PDL (per intenderci senza i pasdaran estremisti tipo La Russa, Cicchitto, Sacconi, Fitto etc etc) il che avviera’ un processo effettivo di scissione nell’ex partito di Berlusconi.

Poi ci dovrebbero essere i voti del cosiddetto Terzo Polo (Udc di Casini, Fli di Fini, l’irrilevante Api di Rutelli e partitini vari). Inoltre Monti dovrebbe essere appoggiato dalla parte del PD che segue la linea del segretario Bersani, che dara’ il via anche in questo caso a sommovimenti tellurici che porteranno a una scissione, a sinistra verso Sel e a destra forse Renzi.

A fare opposzione al governo Monti ci saranno le parti scissioniste della vecchia maggioranza, l’Idv (Valori, quali?) e la Lega che tornera’ a pascolare nella Bassa Padana alla ricerca di vecchie ampolle. Senza piu’ posti di potere si consumera’ forse anche nel Carroccio un’altra scissione, con i piu’ saggi maroniani contro gli estremisti bossiani e trotiani. Vendola invece con la sua Sel non ha ancora voti in Parlamento, quindi l’alleanza a sinistra con con Di Pietro dovra’ aspettare, e la foto di Vasto a due senza Bersani avra’ tutto il tempo di sfocarsi fino a svanire, prima delle prossime elezioni.

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(TMNews) – No di Italia dei Valori, ancor prima della crisi di governo e l’apertura della crisi di Governo, alla possibilità di un Governo tecnico, ne sia Premier Mario Monti o altra personalità di prestigio, sostenuto insieme da centrosinistra e attuale maggioranza berlusconiana.

“In democrazia – ha detto fra l’altro il leader Idv Antonio Di Pietro, ospite della telefonata di Maurizio Belpietro su ‘Canale 5’- ci si presenta davanti agli elettori con un programma di governo. Chi vince guida il Paese, chi perde va all’opposizione. Non sosterrò un governo tecnico: sarebbe sostenuto anche dalla maggioranza berlusconiana. Potrò anche votare qualche provvedimento di questo governo che possa servire agli interessi del Paese, Ma alla fiducia voterò no e staremo fuori dal governo”.

Del tutto indifferente se a guidarlo dovesse essere Monti o un altro. “Non vengono certo a dire a me cosa accade – ha risposto- che rappresento l’unico partito nemmeno chiamato dal Colle…”. Di Pietro, di contro, ha spiegato che al Quirinale Idv chiederà elezioni al più presto.

“Il ricorso immediato alle urne sono un elemento di chiarezza, anche verso la Ue e i mercati. Serve – ha detto – un governo politico che abbia la fiducia degli italiani per dire dove si prendono i soldi. Non un governo tecnico sostenuto da una maggioranza artificiosa. Non è che se andiamo a votare succede il patatrac. Le misure per far quadrare i conti e non far fallire il Paese, le deve decidere la politica e i cittadini. Per questo ci vuole un governo politico che non faccia macelleria sociale e non vada a prendere i soldi sempre ai poveri disgraziati”.