Dexia presa di mira dai ribassisti

30 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dexia, la banca franco-belga che mantiene il controllo del 70% della banca italiana Dexia Crediop, e’ nel mirino della speculazione ribassista internazionale. Hedge funds e banche aggressive non risparmiano gli asset che “scottano” sul mercato, per cui il CDS (credit default swaps) di Dexia, cioe’ il derivato che in pratica assicura gli investitori dal fallimento del sottostante, si e’ avvicinato sui massimi, sopra quota 830 (il top storico e’ del 26 settembre a 836). Il CDS di Dexia a 5 anni trattava a 568 alla fine di maggio. In serata il valore si e’ un poco ridimensionato, a 813.

La banca e’ seguita molto attentamente dai desk delle sale trading di mezzo mondo, perche’ potrebbe essere uno di quegli iceberg sulla traiettoria del Titanic Europa, in uno scenario dominato dalla confusione e mancanza di leadership che contraddistinguono la Ue e la sua banca centrale Bce in merito ai titoli del debito pubblico dei paesi periferici dell’eurozona. Il rumor nelle grandi banche globali in queste ore e’ che se Dexia salta, avrebbe la valenza dirompente di una Lehman Brothers.

La situazione e’ cosi’ grave, in questa ultima ora di contrattazioni prima della chiusura delle borse europee e prima del weekend, che il ministro delle Finanze francese e quello belga hanno annunciato qualche ora fa che si incontreranno lunedi’ 3 ottobre per parlare del futuro di Dexia, mentre sono state messe in giro ad arte voci su un piano di integrazione tra Dexia, Banque Postale e Caisse des Depots (Cdc). Lo afferma il quotidiamo francese ‘Les Echos’, che aggiunge che una tale operazione permetterebbe a Dexia di rafforzarsi finanziariamente e di rispondere anche ai bisogni delle collettivita’ locali, in difficolta’ nel reperire banche disposte a finanziare i loro progetti infrastrutturali. Il quotidiano indica che l’incontro di lunedi’ servira’ ai ministri per rispondere alle preoccupazioni e alle richieste di Cdc e Banque Postale in vista di una tale integrazione.

La scorsa settimana il consiglio di amministrazione e gli azionisti di Dexia hanno “escluso la possibilita’ di una scissione del gruppo”. Lo si legge in un comunicato siglato dal presidente del cda, Jean-Luc Dehaene. La banca franco-belga, “continuera’ con la politica di cessione di asset”. In difficolta’ fin dal 2008, Dexia ha gia’ ceduto attivita’ per 80 miliardi di euro dall’inizio della crisi. Ma non e’ bastato.