Derubati contribuenti che avevano ancora dei risparmi in lire

10 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – La Federcontribuenti e’ infuriata. Prima del decreto legge del 6 dicembre, la prescrizione della lira era prevista per il prossimo 29 febbraio 2012 e pare che nemmeno i funzionari di Bankitalia erano informati dell’anticipazione sulla data di prescrizione.

La Federcontribuenti ha così protestato: “(Il Governo Monti) senza una adeguata campagna di informazione ha anticipato di circa due mesi la prescrizione della lira impedendo, volontariamente, a tantissimi contribuenti di convertire i loro risparmi in euro. Questa gente è ora disperata. Un vero e proprio furto, impossibile chiamarlo in altro modo, considerato che il controvalore, parliamo di miliardi di euro, andrà all’Erario e non ai legittimi possessori della lira. Sono stati derubati”.

Non tutti sanno che le banconote prescritte, erroneamente chiamate il più delle volte fuori corso, sono banconote che hanno perso il loro controvalore facciale per il cambio: cioè le banconote vanno prima fuori corso e successivamente vengono prescritte.

Infatti il 7 aprile 1997 è stata emanata la legge n. 96, in cui era deliberato che i biglietti -dopo 10 anni di fuori corso- dovevano andare in prescrizione (un cui articolo però ne prevedeva l’entrata in vigore dopo 5 anni, giusto nel 2002 in occasione del passaggio dalla lira all’euro). Quindi prima del decreto salva-Italia erano fuori corso ma prescritte dal 29 febbraio 2012 (e quindi ancora cambiabili presso le filiali della Banca d’Italia fino al 28 febbraio 2012) le seguenti banconote in lire: la 500.000 Raffaello (euro 258,23); la 100.000 Caravaggio I° tipo (euro 51,65); l’ultima emissione della 50.000 Bernini II° tipo (euro 25,82), insieme con tutti gli altri tipi che venivano usati sino all’entrata in vigore dell’euro.

Per le monete in lire il discorso è a parte: le monete da 50 lire e 100 lire, a seguito di decreto ministeriale sono state poste fuori corso il 16 ottobre 2000 e quindi sono state prescritte (cioè non più cambiabili) dal 16 ottobre 2010.
Il 7 dicembre 2011 è stata dunque la data da cui non sono più convertibili le lire in euro: il governo ha fatto cassa (in miliardi) anche con l’anticipo della prescrizione della lira (prescrizione fissata da tempo alla data del 29 febbraio 2012).

Chissà se – oltre ai soldi (non pochi) rastrellati anche in questo modo – il governo non abbia incassato l’obiettivo di avere esorcizzato definitivamente lo “spettro” della lira.

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