Demanio a bocca asciutta, nessuna offerta per la caserma di Albenga

30 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’ex caserma Piave di Albenga, in Liguria, resta senza acquirente. In fumo i progetti per la costruzione di case, hotel e spazi commerciali. Insieme allo stato italiano, che la possiede, a bocca asciutta resta anche il comune della cittadina, al quale sarebbe andato il 15% degli introiti.

L’Agenzia del Demanio aveva deciso di fare cassa mettendola in vendita a partire da 40 milioni di euro, cifra evidentemente giudicata troppo onerosa per quegli investitori a caccia di occasioni che avevano dimostrato interesse. Tra questi la moscovita United Bank of Industrial Investments, un gruppo americano del real estate, uno da Montecarlo, un altro dagli Emirati arabi e un insieme di societa’ italiane.

L’annuncio e’ arrivato dalla stessa agenzia statale ieri, al termine del tempo utile per presentare le offerte. Il Financial Times, in un articolo del 5 novembre scorso, aveva sostenuto che il successo della cessione della Caserma (inaugurata nel 1930, inutilizzata dal 1984 e parte di un complesso da 61 mila metri quadri) sarebbe stata la premessa per superare i ricavi record complessivi generati l’anno scorso dalla vendita di immobili statali: 165 milioni contro un calore di mercato di 229 milioni. Ma queste stime potrebbero essere riviste tenuto conto dell’esito negativo della prima (e piu’ costosa) delle 11 aste previste entro il 20 dicembre e con le quali il Demanio punta a incassare 100 milioni. Da inizio anno sono stati raccolti 80 milioni su asset valutati 110 milioni.

“Per gli investitori, una cifra di 40 milioni rappresenta un grande sforzo finanziario in una operazione che include elementi di rischio”, ha dichiarato a Bloomberg Mario Breglia, a capo di Scenari Immobiliari. “Forse il valore e’ corretto ma il mercato e’ chiaramente debole. Quattro anni fa le offerte con ogni probabilita’ sarebbero arrivate ma non ora”, ha aggiunto.

Non resta che vedere se gli acquirenti arriveranno, tra gli altri, per le tre ex caserme nel cuore di Bologna (60 milioni di euro), un fortino napoleonico affacciato sul mare a Portovenere (1.8 milioni), l’ex caserma Scotti a Bergamo (2.4 milioni).

Il mercato immobiliare legato alle caserme e’ comunque considerato attraente visto che molti di questi edifici sorgono nel cuore delle rispettive citta’. “Le caserme si trovano in aree strategiche”, ha osservato Luigi Marchesini, vicepresidente della societa’ di real estate Galotti. In un’intervista a Bloomberg dello scorso 23 novembre aveva paragonato questi immobili a “buchi neri pronti per essere riutilizzati”.