Deludono Fed e Bce. Adesso l’attenzione passa al meeting G7

9 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato governativi e swap sono scesi su tutta la curva. In particolare il tasso a dieci anni tedesco durante la conferenza stampa di Trichet ha raggiunto il minimo di 1,82%.

La Bce ieri, come nelle attese, ha lasciato invariato il tasso di riferimento e le misure non convenzionali. I rischi sulla crescita sono stati però rivisti al ribasso da bilanciati e quelli sui prezzi sono diventati bilanciati da “al rialzo”. La decisione è stata unanime.

Trichet sul programma di acquisto di bond ha dichiarato che continua a rimanere in essere ricordando però la natura temporanea di questo programma e delle misure non convenzionali.

Lo staff della Bce ha rivisto al ribasso le stime di crescita. Per il 2011 il Pil è atteso crescere dell’1,6% da 1,9% e nel 2012 dell’1,3% da 1,7%. Invariate invece le stime sui prezzi che quest’anno dovrebbero crescere del 2,6% ed il prossimo dell’1,7%.

Sull’ipotesi di uscita della Grecia dall’area Euro, Trichet ha ribadito con forza che i governi devono rispettare il patto di stabilità e crescita, mentre sulla manovra italiana ha dichiarato che per la Bce è molto importante la conferma degli impegni iniziali.

Ribadiamo la nostra attesa di tassi fermi fino a fine anno con possibilità di estensione di tale fase fino agli inizi del 2012. Nel frattempo potremmo assistere ad un’eventuale introduzione di ulteriori manovre non standard, come ad esempio la reintroduzione di repo con liquidità illimitata con scadenza fino ad 1 anno.

Il ministro greco dell’economia, Chryshoidis, in un’intervista ad un quotidiano tedesco ha dichiarato che il deficit di bilancio greco sarà superiore a quanto concordato con Ue/Fmi a causa della recessione.

Questa notte e domani a Marsiglia si terrà la riunione del G7 in cui si dovrebbe discutere del rischio di un rallentamento dell’economia globale e della volatilità dei mercati.

Negli Usa tassi di mercato in calo sulla scia dell’andamento negativo dei listini azionari delusi dalle parole del governatore Fed, Bernanke, che non ha fornito alcun dettaglio specifico su quelle che potrebbero essere le misure che la Fed sarebbe pronta ad adottare già a partire dalla prossima riunione del 20-21 settembre.

Durante il discorso pronunciato ieri a Minneapolis, Bernanke ha infatti ribadito che la Fed ha a disposizione diversi strumenti per far ripartire la crescita e l’occupazione, ma ha anche sottolineato che rilanciare la crescita è anche e soprattutto compito del governo.

In serata il presidente Obama ha presentato al congresso riunito in sessione plenaria l’atteso piano per il rilancio dell’occupazione il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 450 Mld$, ben al di sopra dei 300 Mld anticipati nei giorni scorsi. Il pacchetto sarebbe composto per il 70% da sgravi fiscali per lavoratori e piccole imprese e per il restante 30% da spese per infrastrutture e investimenti all’istruzione.

In particolare, il piano prevedrebbe 120 Mld$ per l’estensione dei tagli alle tasse sulle retribuzioni, in scadenza a dicembre ed un’estensione a tutto il 2012 dei sussidi alla disoccupazione per chi non riesce a trovare un posto di lavoro entro sei mesi dal licenziamento.

Per stimolare il depresso mercato immobiliare, il presidente ha dichiarato inoltre la necessità che il governo collabori con i “regulators” per trovare soluzioni che permettano ai mutuatari in difficoltà di sfruttare l’attuale livello basso dei tassi d’interesse.

Valute: euro in deprezzamento verso dollaro dopo che la Bce ha considerato i rischi sui prezzi bilanciati con la conseguente possibilità di tassi fermi per almeno 3-6 mesi. In mattinata continua l’apprezzamento del dollaro verso euro con il cross sceso sotto 1,39, dopo i discorsi di Bernanke ed Obama. Prossimo supporto a 1,385 e 1,376.

Lo yen continua a stazionare vs dollaro poco al di sotto della resistenza 77,70, mentre si è apprezzato vs euro sulla scia del movimento dell’euro/dollaro. Il cross è sceso sotto il supporto 108, toccando i minimi dallo scorso maggio. Il supporto successivo si colloca a 107, sebbene quello più importante passi da 106,50. Sul fronte macro il Pil giapponese del secondo trimestre è calato più di quanto inizialmente previsto (-2,1% annualizzato anziché -1,3%).

Poco distante dai massimi da 17 anni lo yuan cinese vs dollaro. Nella notte l’inflazione cinese di agosto è leggermente rallentata (6,2% da 6,5%) rispetto ai massimi da 3 anni toccati a luglio.

Materie Prime: tornano a salire i preziosi con oro ed argento in rialzo di oltre il 2% sulla scia del calo delle borse Usa. Andamento contrastato per gli energetici, gli agricoli ed i metalli industriali.

La migliore performance del giorno è stata registrata dal piombo (+3,1%), la peggiore dal grano del Kansas (-2,1%). Questa mattina l’oro si attesta intorno ai 1870$/oncia, il Brent a 114$/barile.

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