DELUDENTI INVESTIMENTI AMERICANI IN UE

14 Giugno 2001, di Redazione Wall Street Italia

Gli americani che quest’anno hanno investito in Europa hanno dovuto fare i conti con il rallentamento della crescita economica, il calo dei mercati azionari, il crollo dell’euro e una politica monetaria poco accomodante.

La situazione, pero’, secondo il Wall Street Journal, potrebbe peggiorare ulteriomente. La moneta unica continua a registrare nuovi minimi nei confronti del dollaro.

“Investire in Europa e’ stato molto difficile per gli investitori in dollari”, ha commentato Sheila Hartnett-Devlin di Fiduciary Trust International che negli ultimi due mesi e’ andata riducendo le sue posizioni in titoli europei.

Le perdite dei mercati azionari europei in termini assoluti sono in linea con quelle dei maggiori mercati mondiali, ma quando gli investitori americani devono tradurre i modesti guadagni in dollari questi pressoche’ svaniscono.

In termini di dollari, l’indice tedesco Xetra DAX e’ sceso del 13,7% e il francese CAC 40 ha perso il 16,9% contro il 5,96% dello S&P 500.

Alcuni investitori sperano in un intervento della Banca centrale europea – sulla moneta o sui tassi d’interesse – per far riprendere l’euro, ma la situazione economica da’ segnali allarmanti.

La crescita economica e’ infatti stata rivista dal 2,5%-3% al 2%, la produzione e’ debole e la fiducia dei consumatori in calo. L’incremento degli utili, previsto a gennaio dell’11% e’ ora anticipato come piatto.

“L’opinione sull’Europa viene ridotta sul fronte degli utili e dell’economia”, ha commentato Leila Heckman di Salomon Smith Barney, “e non si vede il giro di boa”.

La moneta unica e’ in calo del 10% quest’anno e ha raggiunto questa settimana il nuovo minimo per l’anno di 84,14 centesimi. Gli analisti prevedono che possa scendere al di sotto dei minimi storici di 82,28 centesimi. La sterlina inglese, nel frattempo, e’ in calo del 7,2% e ha toccato il minimo degli utlimi 15 anni contro il dollaro.

Per la prima volta dal marzo 1999 i gestori dei fondi comuni, intervistati mensilmente da Merrill Lynch, hanno dichiarato di preferire il dollaro all’euro.

Dal lancio della moneta unica nel gennaio 1999, i mercati europei sono saliti del 15,7% – secondo l’indice Dow Jones Euro Stoxx Total Market – ma poiche’ l’euro e’ sceso del 27% contro il dollaro, i guadagni si traducono in una perdita del 16,3% per gli investitori americani.

Il rafforzamento della moneta USA, si e’ pero’ dimostrato positivo per gli investitori europei in America che, nello stesso periodo hanno guadagnato il 37,3% contro il 2,2% dei residenti americani.

La debolezza dell’euro dovrebbe aiutare le societa’ europee nella concorrenza con quelle americane, “ma se non poi non riescono a vendere nulla negli Sttai Uniti il dollaro forte non aiuta molto”, ha commentato John Hickling di Liberty Square Asset Management.

Un numero sempre piu’ crescente di gestori di portafoglio pensa poi che la Banca centrale europea avrebbe dovuto tagliare i tassi piu’ aggressivamente di un quarto di punto.

“Nel modo in cui la BCE sta operando e’ difficile immaginare una ripresa del mercato”, ha commentato Steve Auth di Federated Investors.

“All’inizio dell’anno si pensava che per la prima volta la crescita europea avrebbe superato quella USA”, ha ricordato Nicholas Sargen di JP Morgan, “e’ la seconda volta in tre anni che l’Europa si e’ dimostrata un’enorme delusione”.

Grazie al livello degli investimenti, inferiori al quelli USA e all’elevato tasso di risparmio, l’Europa era considerata meno vulnerabile al crollo che ha colpito i mercati americani.

“Ora pero’ si crede che saranno gli USA a guidare la ripresa mondiale”, ha concluso Sargen, grazie anche alla recente riduzione fiscale di $135 trilioni e alla politica monetaria della Fed che ha ridotto i tassi d’interesse del 2,5% quest’anno.