Deliveroo: debutto flop a Londra, perché investitori storcono il naso

31 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

Debutto flop di Deliveroo alla Borsa di Londra. I titoli del colosso del cibo a domicilio sono arrivato a perdere il 30% nelle prime battute della seduta rispetto al prezzo di collocamento (3,9 sterline), che già era stato fissato al limite inferiore del range di prezzo deciso in sede di Ipo.

Durante il collocamento, il gruppo ha ha raccolto 1,5 miliardi di sterline, per una capitalizzazione di Borsa di 7,6 miliardi, meno di quanto inizialmente previsto, dopo che una serie di importanti fund manager britannici ha detto che non avrebbe partecipato, citando timori relativi alla struttura azionaria a doppia classe e al modello di business della gig economy su cui si basa l’azienda.

La quotazione dell’azienda con sede a Londra, fondata nel 2013 dal Ceo William Shu, resta comunque la maggiore Ipo sulla Borsa di Londra dopo quella di Glencore nel maggio 2011, oltre che la maggiore quotazione tech sul London Stock Exchange.

Deliveroo: tra i dubbi degli investitori, il trattamento dei lavoratori

Ad alimentate il pessimismo degli investitori, i dubbi sul trattamento dei lavoratori, che rendono un investimento nella società incompatibile con i principi di sostenibilità che sempre più operatori si impegnano a rispettare. La prossima settimana centinaia di rider hanno in programma una protesta per chiedere paghe più alte e condizioni di lavoro migliori.

Ci sono poi prospettive di crescita meno brillanti. Durante la pandemia di Covid-19 i rider autonomi di Deliveroo hanno assistito a un boom di richieste del servizio di consegna del cibo dai ristoranti, altrimenti chiusi, ai clienti costretti in casa.

Nelle ultime settimane, tuttavia, il comparto ha perso smalto rispetto al boom dell’home delivery coinciso con i lockdown per contrastare la pandemia di Covid 19, anche alla luce dell’accelerazione delle campagne vaccinali e alla prospettiva di un allentamento delle restrizioni in molti paesi.

Nell’ultimo mese a Wall Street Doordash ha perso il 23%, mentre in Europa sono stati messi sotto pressione i titoli di Just East, Delivery Hero e HelloFresh.