Deficit stellare: in Usa sacrifici come nel post 11 settembre

23 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Per la prima volta dopo l’11 settembre 2001, il Congresso starebbe facendo pressione, economica e politica, sul Pentagono per contenere il budget delle spese militari, che negli ultimi dieci anni sono cresciute rapidamente.

Come riporta il New York Times, l’eventuale ridimensionamento sarebbe dovuto a una combinazione di fattori, tra cui il deficit stellare del Paese, il lento spegnersi della guerra in Iraq e l’impegno del presidente Barack Obama a iniziare il ritiro delle truppe dall’Afghanistan il prossimo anno.

Secondo il segretario alla difesa Robert Gates è possibile contenere i costi, migliorando l’efficienza del dipartimento in termini di pratiche burocratiche e programmi sugli armamenti, in questo modo lansciando inalterata la spesa per le forze di combattimento.

Viceversa, i democratici al Congresso puntano a fare tagliare il budget del Pentagono già dal prossimo anno, mentre la commissione bipartisan per la riduzione del debito pubblico (13 miliardi di dollari) ha avvertito che per uscire dal buco nero della crisi finanziaria potranno essere necessari tagli alla spesa militare anche a lungo termine.

“Dobbiamo analizzare bene anche le spese della difesa, se vogliamo fare sul serio nella riduzione del deficit”, ha detto Erskine Bowles, copresidente della commissione ed ex capo di Gabinetto durante l’amministrazione Clinton. Era dagli attacchi terroristici del 2001 che il budget viene annualmente rivisto al rialzo a causa dell’enorme sforzo militare americano impegnato su due fronti di guerra in Iraq e Afghanistan.

Oggi si è aperto il dibattito su una eventuale inversione di tendenza, ma ancora non si sa esattamente a cosa porteranno le pressioni del congresso. Molti pensano che tutto dipenderà dal realizzarsi degli auspici del presidente Obama di ritirare le truppe dall’Afghanistan entro il prossimo anno.