DEFICIT-PIL: L’ITALIA TRA I PAESI PIU’ VIRTUOSI. LO DICONO I DATI UE

5 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Per molti anni l’Italia ha accusato un rapporto deficit/pil tra i piu’ rilevanti tra i paesi europei ma con l’esplosione della crisi finanziaria e la conseguente recessione, la penisola si scopre tra i paesi piu’ virtuosi sui conti pubblici. E’ quanto emerge dalle previsioni di primavera della Commissione europea che indica per l’Italia un deficit al 5% rispetto a una media del 7,2%.

Tra i big dell’area euro la Francia nel 2010 avra’ un deficit all’8% del pil e al 7,4% l’anno prossimo. In linea con l’Italia e’ la Germania con deficit al 5%, mentre l’Olanda supera il 6% e la Spagna presenta un deficit di oltre il 10% del pil. Poco meglio il Portogallo all’8,5%.

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Fuori dall’area euro, la Gran Bretagna presenta un rilevante squilibrio dei conti pubblici con un rapporto deficit/pil al 12% nel 2010 secondo le previsioni della Commissione europea e nel 2011 al 10% del pil.

Sempre riguardo all’Italia, la Commissione europea stima comunque che il debito pubblico continuerà a salire, dal 115,8% del 2009 al 118,2% quest’anno e al 118,9% nel 2011. Il deficit pubblico del 2010 dovrebbe restare invece stabile al 5,3% rispetto al Pil (stesso dato del 2009) per poi diminuire al 5% nel 2011.

L’Italia, si legge nelle previsioni, metterà a segno una ripresa della crescita del prodotto interno lordo dello 0,8% nel 2010, lasciandosi alle spalle la caduta del Pil a -5,0% del 2009, arrivando poi all’1,4% nel 2011. La disoccupazione, che nel 2009 era al 7,8%, quest’anno dovrebbe attestarsi sull’8,8% e restare stabile sullo stesso dato nel 2011, una situazione migliore che nel resto dell’eurozona, (10,3% nel 2010 e 10,4% nel 2011).

Riguardo al quadro generale, la ripresa nell’Ue si annuncia leggermente migliore del previsto, con una crescita del Pil dei Ventisette dell’1% nel 2010 e dell’1,75% nel 2011. Nelle previsioni d’autunno il dato del 2010 era stato stimato a 1/4 di punto percentuale in meno.

Nella sola eurozona, il Pil dovrebbe crescere allo 0,9% quest’anno e all’1,5% nel 2011. Nel 2009, la crisi aveva portato a una caduta del Pil dell’Ue del 4,2% e dell’eurozona del 4,1% Nel’eurozona, il deficit pubblico dovrebbe salire al 6,6% quest’anno per poi diminuire al 6,1% rispetto al Pil.

Il debito pubblico dell’eurozona continuerà a salire, dal 78,4% del Pil del 2009 all’84,7% quest’anno e all’88,5% nel 2011.

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Ue/ Previsioni: Italia in ripresa, ma meno che in Europa

di Apcom

Export troppo orientato verso Eurozona, aumentare produttività

Bruxelles, 5 mag. (Apcom) – L’Italia dovrebbe registrare una ripresa della crescita del prodotto interno lordo dello 0,8% nel 2010, lasciandosi alle spalle la caduta del Pil a -5,0% del 2009, arrivando poi all’1,4% nel 2011. La ripresa c’è, dunque, ma è più lenta che nell’Ue, dove la crescita del Pil sarà dell’1% nel 2010 e dell’1,75% nel 2011. Nella sola eurozona, il Pil dovrebbe crescere allo 0,9% quest’anno e all’1,5% nel 2011. Nel 2009, la crisi aveva portato a una caduta del Pil dell’Ue del 4,2% e dell’eurozona del 4,1%.

La ripresa in Italia potrebbe essere più lenta che in altri Stati membri anche perché il Paese esporta soprattutto verso il resto dell’eurozona (44% delle esportazioni) e non abbastanza verso le economie emergenti, e in particolare la Cina (solo il 2%), che stanno trainando in questa fase la crescita economica dell’Europa, in presenza di una debole domanda interna. E le importazioni nel Paese aumenteranno più delle esportazioni nel biennio 2010-2011.

E’ una delle conclusioni del capitolo dedicato all’Italia delle previsioni economiche di primavera, pubblicate oggi a Bruxelles dalla Commissione europea. La domanda dovuta ai consumi privati interni, nota la Commissione, è declinata in modo moderato in Italia durante la crisi (solo l’1,7% in meno nel 2009), anche grazie alla resistenza del mercato del lavoro e alle misure prese dal governo per sostenere i redditi delle famiglie, e in particolare gli incentivi per beni durevoli e auto a più alta efficienza energetica nel secondo e terzo trimestre dell’anno scorso.

Secondo la Commissione il consumo privato dovrebbe essere il maggior volano di crescita per il 2010. Ma l’Esecutivo Ue sottolinea che “una ripresa rapida e durevole nella crescita della produttività sarebbe cruciale per aumentare il basso potenziale di crescita del Pil italiano”. Quanto ai conti pubblici, la Commissione osserva che “durante la crisi, in un contesto di rischi persistenti sui mercati dei titoli di Stato, il governo ha perseguito una politica di bilancio prudente, in considerazione delle fragili finanze pubbliche dell’Italia, e in particolare del suo altissimo debito pubblico”.

Secondo le previsioni, il deficit del 2010 dovrebbe restare stabile al 5,3% rispetto al Pil (stesso dato del 2009) per poi diminuire al 5% nel 2011. Il debito pubblico continuerà invece a salire, dal 115,8% del 2009 al 118,2% quest’anno e al 118,9% nel 2011. La Commissione sottolinea che “la spesa primaria è cresciuta del 5% circa nel 2009, in modo considerevolmente più rapido rispetto alla previsione del 3% avanzata dal governo a febbraio 2009 nel suo programma di stabilità aggiornato”.

L’avanzo primario del bilancio si è ridotto fino a scomparire nel 2009, primo anno in cui il bilancio primario è stato negativo dall’inzio degli anni ’90. L’impatto di questo dato è stato per ora limitato a causa del livello storicamente basso degli interessi a breve termine s(la spesa per il servizio del debito è scesa dal 5,2% del Pil al 2008 al 4,7% nel 2009). Sul fronte delle entrate fiscali, c’è stata una caduta considerevole, alleviata in parte “dall’imposta una tantum sul capitale a seguito della rivalutazione degli asset della società e dalla tassa straordinaria sul rimpatrio dei capitali detenuti illegalmente all’estero”, ovvero lo scudo fiscale.