Default a catena nel sistema bancario ombra della Cina

19 Febbraio 2016, di Alberto Battaglia

La situazione del debito tossico, legato al sistema finanziario parallelo cinese, è da osservare con molta attenzione. Una nota dello strategist di Bank of America, David Cui, mette in guardia, infatti, sui rischi del sistema finanziario cinese, in particolare per quanto riguarda lo shadow banking, quel sistema bancario che sfugge al controllo degli istituti bancari veri e propri. Mentre diverse bolle sono già scoppiate sul mercato cinese per quanto riguarda i settori immobiliare e azionario, quello dello shadow banking è stato un sistema nel quale il governo cinese è intervenuto a sostegno degli investitori con vari bail-out, ma, secondo quanto scrive Cui, ma questo è un aspetto che potrebbe cambiare, con importanti conseguenze.

L’ultima shadow bank ad essere crollata è la Xinsheng, la cui succursale di Shanghai, da sola, aveva piazzato 1,9 miliardi di yuan in prodotti di gestione del risparmio a 5mila soggetti con la promessa di ritorni annuali fra il 13 e il 24%. Gli investimenti immobiari della Xinsheng non hanno prodotto i risultati sperati e ora si trova in stato d’insolvenza. BofA aggiunge come questo non sia che l’ultimo di una serie di casi analoghi che hanno investito lo shadow banking cinese, casi precedenti hanno rigurdato, ad esempio: Fanya (default da 43 miliardi di yuan lo scorso luglio), Caifu Milestone (5 miliardi di default a gennaio), Zubao (50 miliardi di default a febbraio). Mentre il numero dei default resta piuttosto contenuto, il trend è quello di un costante aumento della loro entità (grafico di destra).


Nessuno dei casi sopra menzionati ha ancora trovato una risoluzione: bisogna osservare se il governo cinese opterà per un bail-out a favore degli investitori coinvolti nel crac.

Uno scenario nel quale questi ultimi non venissero risarciti, contrariamente a quanto avvenuto nei casi in cui il default si era abbattuto su realtà più regolamentate, renderebbe l’ambiente molto più prudente, con la conseguenza di aumentare le difficoltà di accesso al credito delle imprese. Allo stesso tempo, scrive Cui, se gli investitori dello shadow banking verranno protetti dai bail-out aumenteranno le garanzie implicite sui rischi che assumono, aumentando il peso dei debiti e minando la stabilità dello yuan. La conclusione di BofA pertanto è che il “sistema finanziario è il più importante rischio che dovrà fronteggiare il mercato quest’anno. Fino a che il problema del debito non sarà risolto, crediamo che sarà improbabile arrivare al bottom del mercato”.