Debolezza dello yuan riflette il reale stato di salute dell’economia cinese

8 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Pechino – Gli ultimi dati macro in arrivo dalla Cina sembrano indicare che la crescita economica del Dragone ha ormai toccato il fondo, e che da adesso in poi ci sarà una forte fase di ripresa. Ma lo yuan, la divisa cinese, sembra raccontare una storia completamente diversa.

Il renminbi da inizio 2012 ha registrato il primo calo annuo dal lontano 2005, con -1% a 6,3676 contro il dollaro. Dal 21 luglio del 2005 (quando il governo cinese decise di abbandonare il peg a 8,11) ad oggi infatti lo yuan ha registrato +22,3%.

Secondo gli analisti il deprezzamento segnato ultimamente dal renminbi riflette il rallentamento dell’economia cinese, e un ulteriore allentamento del controllo sul cambio non farebbe altro che portare a una nuova fase di deprezzamento per la valuta.

Yuan non sottovalutato dunque, come si è soliti credere, e come a lungo sbandierato da Washington, che accusa Pechino di mantenere una divisa deprezzata per stimolare la macchina esportativa e dare ai prodotti Made in China un vantaggio competitivo non indifferente nei mercati internazionali.

“Se lo yuan dovesse muoversi solo con le forze del mercato, credo che a questo punto continuerebbe a deprezzarsi a causa delle dinamiche in corso nell’economia cinese, dove il leverage è eccessivo e gli investimenti superano l’ammontare attualmente in grado di essere assorbito dal sistema economico”, ha commentato alla CNBC Boris Schlossberg, managing director di BK Asset Management a New York.

Condivide questo punto di vista Lim Say Boon, chief investment officer di DBS Private Bank. “Sbagliata la storia che hanno raccontato, sul fatto che la strada dello yuan fosse a una sola via, verso l’apprezzamento”.

Per chiarire maggiormente la situazione saranno importanti i dati che verranno pubblicati domani. Oltre all’indice dei prezzi al consumo, gli investitori guarderanno agli investimenti in asset fissi e produzione industriale. Ma gli analisti invitano a guardare sempre anche ai dati non ufficiali: “raccontano una storia completamente diversa rispetto ai dati ufficiali”.