Debito – in Italia è record, Regno Unito rivede stime

14 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Continua a lievitare il debito pubblico del Bel Paese, che raggiunge un importo mai così elevato, mentre il Regno Unito rivede al ribasso le stime per quest’anno. E’ quanto emerso da alcuni dati ufficiali arrivati questa mattina. Il Bollettino della Banca d’Italia segnala infatti che il debito pubblico ha raggiunto un record di oltre 1812 miliardi di euro in aprile, a fronte di un calo delle entrate dell’1,9% nei primi quattro mesi dell’anno. E come al solito il dato genera polemiche. La Confesercenti punta il dito sulle spese pubbliche. “L’ennesimo, inquietante record del debito pubblico fa capire che il fioretto è un’arma spuntata contro i grandi sprechi e le tante spese inutili del settore pubblico. – sottolinea l’associazione – Ora ci vuole la mannaia senza più indulgenze verso convenienze politiche o tenaci tradizioni parassitarie”. L’associazione così si scaglia contro gli sprechi di alcuni enti locali. Impostazione analoga quella di Tremonti, che ha ribadito ieri la necessità di un maggior rigore a livello locale. Il Ministro dell’economia ha ricordato che lo Stato ha già dato e che si è giunti ormai al limite, ora tocca alle Regioni ed ai Comuni sopportare il peso. “Fino ad ora alle Regioni è stato dato, se si fermano un giro non è che succede niente”, ha detto il Ministro. Il Regno Unito si prepara ad afforntare la crisi del debito, che ha colpito diversi paesi europei e rischia di non lasciare indenni gli inglesi. L’Office for Budget Responsability, neonata autorità indipendente sper il controllo del budget, ha infatti stimato un calo del deficit di circa 3 mld di sterline all’anno nel periodo 2010-2015. L’OMR però ha anche rivisto al ribasso le stime di crescita della Gran Bretagna, riducendo le previsioni al 2,6%, e questo potrebbe accelerare le manovre di taglio della spesa pubblica, dato l’ipatto negativo che verrebbe esercitato dalla riduzione delle imposte conseguente ad una minore crescita.