Debito pubblico, senza evasione fiscale si estinguerebbe in 18 anni

23 Gennaio 2018, di Livia Liberatore

Se non ci fosse più evasione fiscale, il debito pubblico italiano si estinguerebbe in 18 anni. Lo dice un articolo di Il Sole 24 Ore che mette a confronto diversi dati. Innanzitutto, una ricerca dell’Università Ca’ Foscari, pubblicata dall’Ufficio valutazione impatto del Senato. Questo studio mette in relazione la propensione delle persone a sottostimare i propri redditi nelle rilevazioni statistiche con l’inclinazione a nasconderli anche al momento di pagare le tasse. Una relazione che sarebbe diretta.

La ricerca dell’università definisce in un range tra 124,5 e i 132,1 miliardi l’evasione fiscale sui redditi, commisurata al 14,4% della base imponibile. Le precedenti stime si attestavano sul 7,5%. Michele Bernasconi, uno dei docenti della Ca’ Foscari che ha realizzato il documento, spiega:

“applicando l’under reporting ai dati statistici derivanti da indagini sulle famiglie si arriva molto vicino alle valutazioni del Mef 2016 riferite al 2010″.

Da considerare che il debito è stato accumulato in 47 anni: nel 1970 era di 236 miliardi di euro attualizzati. Ma secondo Il Sole 24 Ore, “le speranze sono poche”. L’evasione fiscale dei lavoratori dipendenti si attesta sul 3,5% dei redditi, mentre per i redditi da lavoro autonomo e d’impresa è il 37% per cento. Sugli affitti è del 44%, nonostante l’introduzione della cedolare secca del 21%, che avrebbe attenuato ma non cancellato l’evasione. Precisa l’articolo:

“Il dato va letto, infatti, con il rapporto evasione 2017 del Mef: tra il 2010 ed il 2015 il tax gap sugli affitti sarebbe passato da 2,3 a 1,3 miliardi di euro, mentre la propensione al gap avrebbe avuto una discesa dal 25,3% al 15,3%. E qui la trama della statistica mostra qualche buco.