DEBITI NASCOSTI GRECIA: IL ‘RUOLO’ DI WALL STREET

15 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva con il rendimento del titolo a due anni sceso nuovamente sotto l’1%. Il differenziale 2-10 anni è salito a 220 pb da 218, mentre quello sul decennale Grecia-Germania si è portato nuovamente in prossimità dei 300 pb. Trichet in un commento ai provvedimenti stabiliti dal consiglio UE verso la Grecia ha affermato che quanto deciso dai governi europei è sufficiente e che il paese deve correggere ciò che è stato fatto in passato.

Il New York Times, in un articolo ha evidenziato come due grandi banche quali Goldman Sachs e JPMorgan, attraverso una serie di meccanismi swap hanno permesso alla Grecia di ipotecare alcuni settori della propria economia, nascondendo così parte del debito alla Commissione europea. Queste operazioni infatti non appaiono come prestiti bancari ma come vendite con pagamenti differiti. In particolare la Grecia avrebbe finanziato parte del suo deficit sulla sanità pubblica impegnando i futuri introiti sulle tasse aeroportuali, i pedaggi autostradali e gli incassi legati alle lotterie di stato.

Secondo quanto riportato da Reuters, alcune fonti Ue avrebbero dichiarato che in occasione della riunione dei ministri finanziari di oggi non si discuterà di specifiche misure di sostegno ad Atene. Sul fronte macro venerdì sono stati pubblicati i Pil del 4° trimestre dell’area Euro e delle principali economie, risultati inferiori al consensus di Bloomberg. In particolare il Pil italiano nel quarto trimestre è risultato negativo analogamente a quanto registrato per la Spagna.

L’attenzione degli operatori resterà focalizzata sulla questione greca e su alcuni dati in calendario come l’indice Zew tedesco ed i Pmi preliminari di febbraio. Negli Usa i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva portando il differenziale 2-10 anni a 286 pb da 284, mentre i listini azionari hanno chiuso la sessione di venerdì in leggero calo. A guidare l’andamento dei mercati sono state da un lato le incertezze relative al salvataggio della Grecia e dall’altro la notizia da parte della Cina dell’aumento degli obblighi di riserva delle banche di 50 pb a partire dal 25 febbraio. Ricordiamo che si tratta del secondo aumento di quest’anno.

Secondo quanto riportato da Bloomberg il presidente Obama avrebbe firmato una legge che prevede l’aumento del limite del debito federale a 14,3 Trl$ da 1,9 Trl$ e pone nuovi freni alle spese con lo scopo di limitare l’aumento del deficit 2010. I nuovi limiti saranno validi fino ad inizio 2011. Sul fronte macro migliorano le vendite al dettaglio di gennaio con un rialzo dello 0,5% m/m da -0,1% grazie soprattutto al miglioramento del comparto elettronico ed alimentare. In calo invece la fiducia dei consumatori calcolata dell’U. del Michigan a 73,7 da 74,4. In settimana l’attenzione sarà focalizzata sui dati del settore immobiliare e sulle minute della Fed.

Valute: lieve apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro in una giornata caratterizzata dalle preoccupazioni sulla vicenda greca e dalla notizia dell’aumento della riserva obbligatoria per le banche da parte della Cina al fine di rallentare l’elevata crescita dei prestiti. La resistenza si colloca in area 1,38. In lieve apprezzamento lo yen verso euro, mentre si è deprezzato verso dollaro. Migliore delle attese il dato sul Pil giapponese preliminare del quarto trimestre, che ha visto un contributo positivo da parte delle esportazioni nette, mentre è risultato nullo quello dei consumi.

Materie Prime: chiusura di settimana negativa per le principali materie prime. Tra gli energetici in calo il greggio Wti (-1,5%). In controtendenza il gas naturale (+1,3%). Misti i metalli industriali, guidati dal calo del rame (-1,8%). Negativi i preziosi. Tra gli agricoli bene il cotone (+2%) sulla scia della forte domanda di esportazione negli Stati Uniti, negativo lo zucchero (-2,1%).

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