De Tomaso: fondi cinesi non si vedono, mille lavoratori a piedi

20 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

Torino – Allarme dei sindacati sul caso De Tomaso a poche ore dal previsto vertice dl 21 marzo. Secondo il segretario torinese della Fim Cisl Claudio Chiarle c’e’ infatti il fondato sospetto che l’investitore cinese che deve acquisire l’80% della casa automobilistica dalla famiglia Rossignolo non si ‘materializzera” entro dopodomani.

Il rischio e’ che quindi non vi sia la proroga ella cigs per ristrutturazione, ma la concessione della indennita’ per ‘cessata attivita”, togliendo ogni speranza ai dipendenti di tornare al lavoro.

”Temo molto l’ennesima beffa della famiglia Rossignolo, perche’ se il compratore cinese non si presentera’ all’incontro sara’ anche difficile ottenere la cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. Purtroppo a pagarne il costo piu’ alto saranno i lavoratori. – dichiara Chiarle – Chiedo al Ministero uno sforzo fuori dall’ordinario per rinnovare la cigs perche’ i mille lavoratori della De Tomaso non possono subire le conseguenze di scelte industriali inconcludenti dell’attuale proprieta”’.

”Tutto il Sindacato dovrebbe riflettere sulla vicenda De Tomaso, un’azienda che per tre anni ha prodotto un’auto sola, senza un portafoglio clienti e senza un macchinario per costruire auto non aveva speranza tranne quella di trovare un compratore a cui vendere un’effimera idea. – osserva il segretario della Fim di Torino che conclude -: Farsi da parte e’ l’unica scelta giusta che oggi possono fare sperando che non sia troppo tardi e che il cinese ci sia davvero”.

L’azienda aveva chiesto il rinvio al 21 marzo in attesa dell’arrivo dei fondi per l’acquisizione dell’80% attualmente ancora in capo alla famiglia Rossignolo.

Il governo attende certezze in merito agli assetti proprietari e al piano industriale per autorizzare la cassa integrazione per gli oltre 900 dipendenti dell’ex Pininfarina di Grugliasco e delle altre altre maestranze allocate nel sito toscano dell’impresa.