Danimarca in recessione, si affida a un piano salva banche

3 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Ne avevamo gia’ parlato a maggio, quando gli ultimi dati macro comunicati, relativi al Pil, avevano fatto pensare al peggio. Una recessione causata da un forte calo dei consumi, innescato a sua volta da un aumento delle tasse e dalla crescita delle pressioni inflazionistiche.

La Danimarca ora e’ alle prese con la crisi del sistema finanziario e per arginarla proporra’ un nuovo disegno di legge. L’obiettivo e’ salvare le banche dal fallimento, mettendo fine a un pericoloso effetto domino che sta facendo cadere in bancarotta una a una le aziende di credito del paese scandinavo. Il piano impedira’ anche che vengano imposte regole piu’ severe dall’Unione Europea.

Esponenti della politica e rappresentanti della finanza hanno avviato colloqui per cercare di definire nei minimi termini i dettagli di un disegno di leggo che rendera’ piu’ facile le operazioni di fusione tra le banche in salute e quelle in crisi, secondo quanto riferito a Bloomberg da Torsten Schack Pedersen, portavoce del Partito Liberale che e’ a capo del ministero degli Affari Economici e Aziendali.

Ora si cercano strumenti extra per risolvere la crisi, senza andare a toccare le tasche dei contribuenti. La prima scelta, considerata opzione ideale perche’ indolore, sarebbe ad esempio quella di aiutare una banca in difficolta’ ad essere integrata in un istituto piu’ sano e dal bilancio solido.

Il parlamento e’ sotto pressione. Le leggi vanno modificate ora che due banche regionali sono fallite. Standard & Poor’s aveva avvisato una settimana fa che altri 15 istituti potrebbero fare default. Il costo da pagare sarebbe molto salato: di fino a 12 miliardi di corone (2,3 miliardi di dollari) nei prossimi tre anni.

Un accordo tra i leader dei vari partiti potrebbe essere raggiunto a ferragosto. Nel tentativo di salvare i soldi dei contribuenti il governo chiedera’ con ogni probabilita’ alle banche di contribuire offrendo finanziamenti per stabilizzare il settore.

Nel primo trimestre il prodotto interno lordo del paese e’ sceso dello 0,5%, dopo la flessione dello 0,2% della fine del 2010. Gli economisti intervistati da Bloomberg avevano previsto per il primo trimestre una crescita del Pil pari allo 0,5%.