Dal Giappone minaccia ai Bond Usa

9 Luglio 2018, di Daniele Chicca

Dopo anni di ritorni da investimento magri, un illustre economista di Deutsche Bank sostiene che i grandi investitori giapponesi (e internazionali in generale) potrebbero presto stancarsi di investire in Treasuries Usa, titoli che sono diventati troppo rischiosi.

Per questo motivo le “grandi mani” dei mercati potrebbero presto scaricare o smettere di comprare bond governativi americani, a cui sono da preferire invece titoli e asset finanziari più redditizi.

I titoli di Stato americani comportano rischi troppo elevati rispetto ai rendimenti che sono in grado di garantire e alla loro stabilità, sottolinea a Bloomberg Tetsuo Ishihara, macro strategist presso Mizuho Securities USA.

Sul mercato secondario, dopo essere scesi fino al 2,01% in settembre, i rendimenti del titolo decennale di riferimento sono saliti, sfiorando a maggio i massimi di sette anni del 3,13%.

Se la fuga dal mercato dei Treasuries dei grandi investitori del Giappone continua, i rendimenti si rafforzeranno ancora di piủ. Con la Fed che imporrà un ciclo aggressivo di strette monetarie tra quest’anno e il prossimo, anche i costi per mettersi al riparo dai rischi tenderanno a crescere e questo farà scappare dai mercati Usa altri investitori.

Se a questo si aggiungo i timori associati all’incremento delle spese e del deficit pensato dal governo Trump e il rischio di un surriscaldamento eccessivo dell’inflazione oltre la soglia obiettivo della Federal Reserve del 2%, si capisce perché – osserva a Bloomberg il chief economist di Deutsche Bank Torsten Slok – quelli che prima volevano acquistare titoli di Stato statunitensi ora potrebbero abbandonare del tutto l’idea di investimento.