Dal Fmi notizie rassicuranti. Potrebbe rivedere al rialzo stime Pil Usa e Ue

7 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: giornata all’insegna dell’attesa per una soluzione alla questione greca. Le borse hanno chiuso sotto la parità e gli spread in rialzo, ad eccezione di quello italiano che ha registrato un lieve calo (373 pb da 377 pb). La Merkel in una conferenza insieme a Sarkozy ha dichiarato che senza le nuove misure richieste dalla Troika non ci sarà alcun accordo con la Grecia.

La Cancelliera ed il presidente francese hanno anche dichiarato di essere favorevoli alla creazione di un conto bloccato su cui depositare gli interessi del debito greco in modo che ci sia la certezza del rimborso. Allo stesso modo la Commissione europea ha fatto sapere che Atene ha superato la scadenza fissata da Bruxelles per raggiungere un accordo.

Secondo quanto riportato da Kathimerini, tra le misure maggiormente contestate vi sarebbe la riduzione del salario minimo del settore privato ed il taglio della tredicesima e quattordicesima. Secondo il quotidiano i partiti avrebbero raggiunto un accordo su una riduzione del salario minimo del 20%-22%, ma nessun taglio della tredicesima e quattordicesima.

I partiti sembrano invece essersi accordati sul taglio quest’anno di 15.000 dipendenti pubblici (taglio che era previsto per il 2011), un primo passo verso il licenziamento di 150.000 dipendenti richiesti dalla Troika.

L’incontro tra Papademos ed i leader dei principali partiti greci sulle nuove misure richieste dalla Troika si terrà nel pomeriggio.

Ricordiamo che l’accordo tra i partiti politici greci sulle nuove misure in cambio del nuovo finanziamento da 130 Mld€, e tra il governo greco ed i creditori privati sul piano di swap al fine di rispettare i tempi tecnici per la sua implementazione, dovrebbe concludersi entro metà mese. La Bce ieri ha annunciato che la scorsa settimana sono stati acquistati 124 Mln€ di bond dai 63 Mln€ della settimana precedente.

Sul fronte macro segnaliamo il rialzo degli ordini industriali tedeschi di dicembre, con un contributo particolarmente positivo degli ordini di beni durevoli. Il rialzo è da imputare all’aumento degli ordini da parte dei paesi extra area Euro, su cui ha probabilmente contribuito l’indebolimento dell’euro.

Oggi in Olanda è attesa l’emissione del nuovo titolo decennale fino a 5 Mld€, mentre in Grecia è prevista l’emissione di titoli a 6 mesi per 625 Mln€.

Negli Usa listini sostanzialmente invariati dopo il recupero nelle ultime due ore di contrattazione.

In calo alcuni grandi costruttori Usa come ad esempio Toll Brothers e Lennar.

Gli operatori sono in attesa di verificare l’esito dei negoziati in Grecia.

Nel frattempo Blanchard, capo economista del Fmi, ha dichiarato che, alla luce dei recenti dati macro, le stime sul Pil di Usa ed area Euro del World Economic Outlook, potrebbero essere riviste al rialzo.

Dal lato Fed, Bullard (attualmente membro non votante che nel 2010 era stato uno dei principali sostenitori del QE2) ha dichiarato che la prolungata fase di bassi tassi di riferimento potrebbe essere particolarmente dannosa per gli Usa, aggiungendo che, se avesse avuto diritto di voto, si sarebbe opposto all’ultima decisione Fed sul mantenimento dei tassi fermi almeno fino alla fine del 2014.

Oggi Bernanke in occasione del suo secondo discorso sull’economia Usa davanti alla commissione bilancio del senato, potrebbe cogliere l’occasione per commentare i recenti dati sull’occupazione.

Valute: seduta volatile quella di ieri per l’euro che dopo aver toccato 1,303 è risalito portandosi fino alla resistenza 1,315, nonostante non ci siano stati sviluppi sul caso Grecia. Il supporto resta 1,305 e la resistenza in area 1,32.

Prosegue la bassa volatilità sullo yen con il cross dollaro/yen che trova la resistenza a 76,80, supporto a 76. Verso euro lo yen resta all’interno del range compreso tra la resistenza 101 ed il supporto 99,25, con il cross che questa mattina si attesta in prossimità della resistenza.

I dati del ministero delle finanze hanno mostrato che il Giappone, tra il 31 ottobre ed il 4 novembre ha effettuato 5 acquisti di dollari nel tentativo di frenare l’apprezzamento dello yen per un totale di 9.120 Mld yen (circa 119Mld$ al cambio attuale).

Materie Prime: in rialzo gli energetici con il gas naturale Usa (2%) ed il Brent (+1,2%) in evidenza. Continua invece l’andamento divergente del Wti, in calo dell’1%. Prese di profitto sui metalli industriali guidati dal piombo (-2%). Tra i preziosi in calo l’oro (-0,9%), invariato l’argento. Rialzi tra gli agricoli guidati dallo zucchero (+2,3%). Secondo Barclays Capital, i flussi investiti nelle commodity sono stati pari a 15Mld$ nel 2011, in calo dai 67Mld$ del 2010. Si tratta del livello più basso dal 2002.

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