Dagli Usa i primi segnali di ripresa per le banche europee

23 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Un segnale chiaro di come il sentiment verso l’eurozona stia migliorando. Di come le scelte messe in atto dalla banca centrale stiano effettivamente portando a un maggiore appetito per il rischio, nonostante la recente perdita della “AAA” per la Francia e di downgrade di massa nell’eurozona.

Dopo che lo scorso anno diversi fondi sono risultati venditori netti di titoli di credito commerciali delle banche europee, sui timori delle ripercussioni di possibili default, ora sono tornati ad essere compratori. Aumenta dunque la quantità emessa ed acquistata dai vari istituti, tra cui francesi e spagnoli, riporta il Financial Times.

Le emissioni da parte di banche americane con capogruppo straniere sono cresciute di $6 miliardi a $152 miliardi, mentre quelle di banche straniere nel territorio di $3 miliardi a $133 miliardi.

“I fondi nel mercato monetario da inizio anno mostrano un continuo miglioramento della tolleranza verso il rischio”, ha commentato Chris Conetta, head global commercial paper trading per Barclays Capital. “Abbiamo visto un crescente numero di banche straniere disposte a comprare” titoli di credito “commercial paper”.

Sebbene sia spesso usata come sinonimo di polizza di credito commerciale, con questa espressione si indica uno strumento del mercato monetario con scadenza massima a 270 giorni. Poiche’ questi titoli non sono garantiti, solo le societa’ piu’ grandi o piu’ solvibili le emettono. Il tasso di interesse che viene offerto riflette naturalmente il livello di rischio dell’emittente.

Francia e Germania chiederanno regole meno rigide sui requisiti di capitale delle banche per evitare che i prestiti all’economia reale vengano soffocati, scrive sempre il Financial Times. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble e la sua controparte francese, François Baroin, chiederanno un trattamento speciale per le banche che controllano compagnie di assicurazione, secondo un documento consultato dal quotidiano britannico.

I due paesi chiederanno anche un allentamento dei requisiti di capitale previsti da Basilea III per tenere conto dei possibili effetti negativi sulla crescita, secondo l’articolo. Il giornale scrive infine che il documento chiede un rinvio di tre anni della scadenza obbligatoria per comunicare i rapporti di indebitamento.